Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Odio i bambini in piscina

È estate, fa caldo e si soffre persino con il condizionatore acceso 24/24 h. Stamattina il termometro di casa mia segnava i 35° ma sono pronto a scommettere che nel giro di qualche giorno arriveremo persino a sfiorare i 40°. Non che la cosa mi sorprenda, sia chiaro, ormai il clima è ufficialmente impazzito e nemmeno i meteorologi sanno a chi attribuire la colpa.

Alcuni accusano l’inquinamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai, altri puntano il dito contro il sovrappopolamento e lo sfruttamento delle risorse naturali. I nostri figli ripenseranno alle verdi colline bolognesi come ad un lontano ricordo:

Qui un tempo era tutta campagna, ora è soltanto deserto.

Siccome sono povero e non posso permettermi una settimana alle Maldive, da bravo italiano-medio non posso far altro che seguire “le mode” del momento, cercando refrigerio e un po’ di tranquillità in qualche piscina aperta al pubblico, rigorosamente nel week-end, quando i genitori decidono di far sfogare i propri bambini come fossero cuccioli di velociraptor non ammaestrati … so già che me ne pentirò.

Premessa: i bambini non mi piacciono:

Per prima cosa, sfatiamo subito un mito: non tutti i bambini sono belli, alcuni sono dei veri e propri mostri. Mi riferisco nello specifico a quella fascia d’età compresa tra 0-12 anni, il periodo d’oro per tutti i genitori con il debole per la condivisione delle loro foto sui social network. Pance gonfie (perché i bambini hanno tutti lo stomaco di un bevitore di birra rumeno?), denti storti e acuminati, moccio al naso e capelli radi in testa. In pratica i bambini sono degli over-50 in formato ridotto con l’unica differenza che preferiscono scaccolarsi piuttosto che parlare di politica. Alcuni assomigliano a Smeagol, altri a Gollum; i bambini sono brutti … ve l’avevo già detto?

Gollum?

I bambini in piscina:

Ma ora arriviamo al nocciolo della questione: l’educazione. Ai miei tempi (grazie mamma!) se soltanto provavo ad emettere un vocalizzo sufficientemente fastidioso o cominciavo a creare scompiglio, il minimo che mi potessi aspettare di ricevere erano due schiaffi ben piazzati sul sedere. Il problema è che questa nuova generazione di genitori non sa nemmeno cosa significhi la parola “punizione”. Loro se ne fregano, postano selfie sui social e giocano a Candy Crush Saga, non importa se il proprio bambino sta facendo fuoriuscire decine di litri cubi d’acqua con un solo tuffo o sta urlando come un gabbiano in mare aperto. 

NIENTE SCHIZZI!

Quello che voglio dire è che per un bambino è normale far casino, specialmente in pubblico. Diciamo che sono come piccoli chicchi di mais, presi singolarmente sono facilmente gestibili ma provate a metterne un pugno dentro al microonde, scoppietteranno da tutte le parti come fossero petardi.

Come non fare arrabbiare Filippo:

Per aiutare tutti i nuovi genitori in difficoltà, ho stilato una semplice lista di come dovrebbe comportarsi vostro figlio quando si trova in una piscina pubblica:

  • non deve urlare, se urla, fatelo smettere (con le buone o con le cattive). Se serve potete abbandonarlo in mezzo al prato come un ordigno inesploso della II Guerra Mondiale.
  • non deve correre, se corre potete legare sotto alle piante dei suoi piedini un paio di mattoncini LEGO. Vi assicuro che imparerà la lezione.
  • non deve schizzare, se si tuffa minacciatelo di riportarlo a casa. Se schizza i passanti ci penseranno loro ad insegnarli l’educazione (ma ricordatevi che non sono tenuti alle buone maniere).
  • premiatelo, se vostro figlio possiede solamente le sembianze di un mostro ma in realtà si rivela essere una brava persona, comprategli un ghiacciolo.
  • non comprategli una palla, i bambini sono come cuccioli di cane: basta una pallina e impazziscono. Molto meglio un bel libro da colorare (in silenzio!).
  • se sta annegando, dovrà semplicemente alzare la mano e restare in silenzio. Qualcuno arriverà a salvarlo, dopo lo Spritz.

In conclusione:

Crescere sani non significa arrecare fastidio alla persona più vicina, urlando nelle orecchie dei passanti, sbattendo contro le persone o facendo cose stupide; perché se soltanto ci provi a schizzarmi con un po’ d’acqua quando non avevo la benché minima intenzione di bagnarmi, beh, posso assicurarti che ti verrà tolta la possibilità di crescere, per sempre.

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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