Filippo Negroni Sangue Blu

Pedofilia e pedo-pornografia nel Deep/Dark Web.

GLI “UTENTI INTERNET” NEL MONDO SUPERANO I 4 MILIARDI, IN ITALIA SONO PIÙ DI 43 MILIONI (Fonte: wearesocial.com). Siamo tanti, continuiamo a crescere e trascorriamo oltre sei ore al giorno online (quasi il doppio del tempo che passiamo davanti alla TV).

Scriviamo Email, Post, Messaggi Privati e adoriamo pubblicare Foto e Video sui nostri Social Network preferiti.

Cosa sto mangiando, cosa sto facendo, dove sono, con chi sono, perché lo faccio, foto del tramonto, momento-selfie.

Fin qui, nulla di nuovo. Ne ho già parlato altre volte. Ma la domanda che mi sono posto potrebbe sollevare importanti interrogativi: è giusto pubblicare le foto di un bambino su Internet? Potrebbe essere pericoloso o stiamo solo sprecando fiato? Partiamo dal concetto di base e analizziamo insieme tutti i rischi del caso.

Minorenni online:

Non molto tempo fa, quando ancora ero un giovane studente universitario, decisi di realizzare un sito web (su piattaforma WordPress) inerente al discorso: tutela dei minori su Internet. L’esame andò bene, il docente si complimentò con me per il lavoro svolto e grazie a questo progetto riuscii ad acquisire nuovi clienti nella mia attività di tecnico informatico.

Internet è per sempre.

Avete letto bene, ogni contenuto che decidiamo di creare e condividere sul web resterà in eterno. Dimenticatevi la tutela della Privacy o il diritto all’Oblio. Non saprete mai con certezza quante persone hanno realmente “memorizzato” una determinata foto, video o screen-shot nella loro galleria. Siete ancora convinti che pubblicare la foto di vostro/a figlia/a sia una saggia idea? Vi siete mai soffermati a meditare sulle conseguenze? Molto bene, vi elencherò soltanto “alcuni” degli scenari che potrebbero verificarsi:

  • Pedofilia e Pedo-pornografia
  • Violazioni di domicilio
  • Truffe online
  • Furto d’identità

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Pedofilia e pedopornografia:

Queste parole mi riempono di disgusto soltanto a scriverle ma purtroppo stiamo parlando di un problema molto comune, sicuramente più di quanto pensiate. La pedofilia in rete sta raggiungendo livelli allarmanti e dove un tempo si utilizzano unicamente chat e forum privati come canali di scambio, oggi si utilizzano i social network, servizi di messaggistica istantanea del calibro di Whats’App e Telegram o più in generale il Deep/Dark Web.

Ma facciamo un po’ di chiarezza, con il termine Deep Web si intende quella porzione di Web non indicizzata dai motori di ricerca e raggiungibile – tramite normali browser (Google Chrome, Safari, Opera, Mozilla Firefox, etc.) – solo conoscendone l’indirizzo esatto. È un po’ come cercare qualcosa di invisibile ma che esiste realmente. Il Dark Web invece è uno strato ancora più profondo di Internet dove di solito avviene la pubblicazione di contenuti illegali e/o pericolosi. Vuoi imparare a costruire una bomba artigianale? Il Prof. ti ha messo un brutto voto e cerchi un mitragliatore Uzi per fare una strage all’interno di un istituto scolastico? Il Dark Web è quello che fa per te, solo che per entrarci avrai bisogno di software particolari (come il famoso Tor, non il Dio di Asgard, il browser) che non sono proprio alla portata di tutti.

Il Pedofilo “intelligente” predilige il Dark Web per scambiare materiale pedo-pornografico. Tutto il traffico presente all’interno di questa porzione di Internet è molto difficile da analizzare in quanto gli indirizzi IP sono criptati. Pensate solo che nel Novembre 2016, l’associazione anti-pedofilia Meter ha segnalato un indirizzo nel Dark Web contenente 82.046 video, scaricati da 476.914 utenti attivi. Sfortunatamente, il numero sempre maggiore di profili creati sui social network ha dirottato l’attenzione di questi maniaci all’interno di quelle community che – ahimè – utilizziamo ogni santo giorno.

Almeno la metà del materiale rinvenuto nei siti pedo-pornografici proviene dai profili Facebook di mamme e papà.

Espresso

La stragrande maggioranza delle foto trafugate dai server conteneva materiale fotografico assolutamente normale. Foto di bambini e bambine intente a giocare in piscina o al parco, selfie scherzosi con mamma e papà o mentre accarezzavano il loro docile cagnolino. Il “pedofilo medio” possiede buone conoscenze in ambito informatico ed è quindi in grado di alterare le immagini, riempiendole di oscenità. Che ci crediate oppure no i database del Deep/Dark Web sono pieni di “falsi” video pedo-pornografici, ritoccati ad arte per farli sembrare reali sotto tutti i punti di vista.

Violazioni di domicilio:

Ore 8.30: Chiara ha postato una foto di lei e sua figlia mentre andavano in macchina all’asilo. Ciò significa che l’appartamento è attualmente disabitato e una eventuale intrusione non desterebbe troppi sospetti. Sembra la trama di un thriller scontato ma è esattamente questo che si verifica nella maggioranza dei casi. I ladri sono diventati “social” e prima di compiere un furto generalmente studiano il “profilo” delle proprie vittime per conoscere orari, abitudini e planimetrie.

Fino a quando ci si limita a fare selfie in bagno, l’unico che può preoccuparsi è il nostro piastrellista.

Ma se un malintenzionato può violare la sacralità del vostro domicilio per arraffare un misero bottino (tutta colpa della crisi), allo stesso modo può farlo uno stalker/stupratore, magari aspettando che vostra figlia si ritrovi in casa da sola ogni Sabato pomeriggio mentre papà è alla partita di calcetto e mamma dalla sua estetista. D’altronde, più contenuti pubblichiamo e più imparano a conoscerci, nel bene e nel male.

Truffe Online:

Ebbene si, al mondo non esiste soltanto Amazon (e anche lì le truffe non mancano di certo!) ed è risaputo che ingannare un bambino sia più facile che ingannare un adulto. Spesso e volentieri il furto d’identità è strettamente collegato alle truffe su Internet, il motivo è piuttosto semplice da capire: siamo più propensi a fidarci di un amico, piuttosto che di uno sconosciuto! Perciò se una persona a me “cara” condividerà il link d’acquisto di uno smartphone scontato del 50%, quasi sicuramente finirò per comprarlo … magari utilizzando la carta di credito di papà.

ATTENZIONE: Nel mio lavoro di tecnico informatico, la truffa che più di frequente tormenta il portafoglio dei miei clienti è quella delle App a pagamento. MAI lasciare che un bambino installi sul VOSTRO telefono quei giochini che vanno tanto di moda. Sono pieni di acquisti in-app e vengono realizzati appositamente per invogliare il minore all’acquisto. In qualche modo le “software-house” modo dovranno pure guadagnarci, non vi pare?

Furto di identità:

Creare un profilo “fake” (falso) è più facile di quanto non possa sembrare. Per registrarsi su Facebook infatti basta un indirizzo email o un numero di telefono, un nome/cognome e una bella foto profilo. Pensate che quella persona che continua a mettervi like sia davvero ciò che afferma di essere? E se invece fosse “qualcuno” che non avete mai visto in vita vostra ma che conosce perfettamente i vostri gusti, la vostra famiglia e le vostre abitudini?

Fingersi diversi su Internet ormai è diventato uno sport nazionale, provate a farvi un giro su Tinder. Finché a rimetterci sono coloro che cercano sesso gratis senza troppe pretese, in fondo non è niente di grave, chi gioca con il fuoco prima o poi finirà per bruciarsi. Ma se questo “qualcuno” convincesse i vostri figli ad incontrarlo dopo la scuola? Le conseguenze sarebbero molto diverse …

Ciao Pietro, sono Luigi. Sono un caro amico di mamma e papà. Oggi non possono venire a prenderti a scuola, verrò io!

Segnalazioni:

All’interno del sito internet del Telefono Azzurro è possibile segnalare la presenza di contenuti illeciti o potenzialmente dannosi per bambini e adolescenti. La segnalazione può essere inoltrata anche in maniera anonima. Per ulteriori informazioni, visitate la sezione dedicata: Clicca e Segnala.

Segnalare contenuti su Facebook – a parer mio – risulta essere “poco” produttivo in quanto il pedofilo di turno potrà sempre creare un nuovo profilo.

Conclusioni:

Il consiglio di base è sempre quello di non concedere al minore troppe libertà. Una volta, prima dell’era digitale, il peggio che poteva succederci era che tornassimo a casa con un ginocchio sbucciato o con il cuore spezzato. Oggi i pericoli sono diventati più insidiosi e si nascondono dietro ad un falso sorriso o ad un like di troppo. Perché non possiamo sapere con certezza “chi” ci sia dall’altra parte del monitor o “quanto” possano essere spregevoli i suoi intenti.

Pensateci bene la prossima volta che deciderete di condividere una foto di un minore su internet perché il “Grande Fratello” è sempre in ascolto. Un “Like” in più sul vostro profilo vale la serenità di un’intera generazione?

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