Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Luke Skywalker usa la Forza per distruggere la Morte Nera?

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Inutile girarci attorno come un Toydariano quando fiuta l’odore di un buon affare al mercato di Tatooine, Star Wars EP. IV – Una nuova speranza è senza alcun dubbio un capolavoro del cinema e dovrebbe entrare di prepotenza nella vostra personalissima top-3. Vuoi perché venne girato nel 1977 (quando ancora non esisteva la grafica computerizzata) e il buon vecchio George Lucas dovette sporcasi le mani, o per il semplice motivo che alla base di un bel film vi è sempre una bella storia, al di là di tutto il resto. Tutt’oggi custodisco gelosamente la prima VHS della trilogia originale e credo di essere riuscito a consumarla a furia di guardarla in TV. Certo, i tempi cambiano, e l’antiquata tecnologia del nastro magnetico ha lasciato il posto all’avveniristico Blu-Ray; io stesso son cambiato. Ma il bello di Star Wars è che puoi vederlo ad ogni età e riuscire a comprendere aspetti legati alla sua filosofia che fino a poco prima ti erano completamente estranei.

Alla base di tutta la saga, tra Canon e Legends,  vi è sempre stato un impegno ammirevole, non solo da parte dei produttori e dei registi, ma anche della sua fan-base; che ci crediate oppure no anche l’Impero ha il suo buon numero di ammiratori.

Come ho già detto, Star Wars EP. IV uscì nelle sale nel 1977, e se consideriamo che oggi siamo nel 2019 dobbiamo renderci conto che sono passati ben 42 anni! Dall’uscita del primo capitolo (in ordine di programmazione originale, astenersi perfezionisti del canone) le cose sono cambiate molto. George Lucas ha deciso di impacchettare il lavoro di una vita e di venderlo a mamma Disney nel 2012, l’Electronics Art è stata accusata di promuovere il gioco d’azzardo con l’uscita di “Star Wars: Battlefront II” e la nostra amata principessa Carrie Fisher si è unita alla Forza nel 2016. Il problema di fondo è proprio la straordinaria longevità dell’intero franchise, il quale deve racchiudere sotto la sua ala protettrice la trilogia originale, quella legata alle guerre dei cloni e la nuova arrivata emersa direttamente dalle roventi sabbie di Jakku (per non parlare di romanzi, videogames, serie tv e fumetti). Tralasciando il discorso “effetti speciali” e “combattimenti”, imperfezioni di vario genere e “tendenze”, per poter dare un significato tutto diverso alla saga quest’oggi dobbiamo rispondere ad una sola – importantissima – domanda:

Luke Skywalker ha utilizzato la Forza per deviare i siluri protonici dentro il reattore della Morte Nera?

Sembra una domanda stupida o di secondaria importanza, ma se analizziamo con occhio clinico il particolare rapporto di Rey con la Forza, ovvero la sua propensione a saperla utilizzare senza aver ricevuto un’addestramento di classe: Jedi le cose si fanno molto interessanti. Il requisito base per poter sopravvivere ad un “combattivo negoziato” è quasi sempre quello di essere un Force-User.

Appalto: Morte Nera

Prima di rispondere alla domanda ritengo sia saggio analizzare l’intera struttura della Morte Nera. La “Death Star” è a conti fatti un’enorme stazione spaziale in grado di polverizzare interi pianeti con l’iniezione di tutti e 8 i reattori del suo super-cannone laser (alimentato a cristalli Kyber, gli stessi cristalli che permettono alle spade laser di funzionare). Le dimensioni della stazione sono pari a quella di una “piccola luna”, con l’unica differenza che è in grado di muoversi nello spazio profondo e che conserva al suo interno centinaia di squadriglie TIE e numerose navi da trasporto. Le sue difese – costituite da turbolaser, compattatori di rifiuti e radiofari – sono in grado di sviluppare una potenza di fuoco pari alla metà della capacità offensiva di tutto l’Impero. Mica male, uh?

 

Ma come è stato possibile che un progetto così ambizioso  possa esser stato spazzato via dalla faccia dell’universo grazie ad un paio di miseri siluri protonici? La risposta, amici miei, è nel video che state per vedere. A parlare è Galen Erso, padre di Jyn Erso, capo progettista della Morte Nera e ribelle sotto mentite spoglie.

Skywalker, un Force-User:

Distruggere una stazione spaziale dalle difese impenetrabili è più facile di quel che sembri. Dovete solamente superare un numero imprecisato di torrette turbolaser, seminare i caccia TIE, eguagliare in astuzia e riflessi un ex-cavaliere Jedi passato al Lato Oscuro della Forza e godervi i fuochi d’artificio. Il manuale del perfetto distruttore consiglia l’installazione di una efficiente unità R2 (se insolente ancora meglio, almeno vi terrà compagnia quando le cose si metteranno davvero male. Questi astro-droidi hanno tutti quanti il motivatore scassato). 

 

Ma finalmente arriviamo al punto centrale dell’articolo. Luke Skywalker ha davvero usato la Forza per distruggere la Morte Nera? Molti di voi staranno pensando: certo, che domande! Ma l’hai capito Star Wars? A questi simpatici cinefili voglio dedicare due parole. Chiunque abbia mai visto il primo capitolo di Guerre Stellari sa bene che il buon vecchio “Starkiller” (nome originale del personaggio, successivamente cambiato in quello che conosciamo già) è un Force-Sensitive poiché figlio di Anakin, uno qualunque che non vi conviene far incazzare. E se pensiamo che nemmeno Maestro Yoda poteva eguagliare il numero di Midichlorian contenuti nel suo sangue, beh, capiamo da dove derivi tutto il suo potere.

Fu lo stesso Obi-Wan passato a miglior vita a suggerirgli di “usare la Forza” al posto del computer d’attacco del suo Ala-X. D’altronde il buon vecchio Kenobi l’aveva detto: pilotare è per droidi. Luke utilizza l’istinto (leggasi: La Forza) e riesce a centrare il minuscolo ingresso del reattore, facendo esplodere la gigantesca stazione spaziale direttamente dal suo interno. Avere riflessi da Jedi è una prerogativa di pochi, e non importa se sei uno schiavo su Tatooine durante una corsa con gli sgusci o un estrattore d’umidità sul crinale nord.

Oh, maxi big la forza – Jar Jar

Niente tecnologia:

E i siluri? Erano tele-guidati o sono stati “curvati” attraverso qualche vecchio trucco Jedi? Sinceramente ritengo che Luke Skywalker, senza nemmeno rendersene conto, abbia involontariamente deviato la traiettoria dei missili protonici facendoli volare fin dentro il condotto. Possiamo trovare un caso analogo anche nella nuova trilogia, quando Rey viene rapita e interrogata da Kylo Ren all’interno della base StarKiller (una brutta copia della Morte Nera) oppure quando sull’isola di Ahch-To inizia il suo addestramento con Luke.

Errare Humanum Est:

Capo Rosso si era affidato al suo computer d’attacco per inquadrare il bersaglio e fare fuoco, Luke invece ha usato la sua percezione. In quel preciso istante è diventato un tutt’uno con la Forza ed è riuscito in un’impresa impossibile: curvare un paio di siluri e far esplodere la più pericolosa tra tutte le armi imperiali.

 

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

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