Sangue Blu Filippo Maria Negroni

L’ignoranza delle new generation

Se da un lato il Web viene utilizzato per scopi non prettamente accademici (basti pensare che più del 30% di siti Internet ospitano contenuti pornografici – fonte: InternetSafety101/Enough is Enough) dall’altro viene utilizzato anche per fare informazione; ed è stato proprio durante una delle mie numerose ricerche in rete che mi sono imbattuto nell’ennesimo videoclip “made in Italy” ripreso in una scuola qualunque di una regione qualunque, a testimonianza della drammatica situazione in cui giace il nostro paese.

Prima di affrontare il discorso in maniera chiara e trasparente, vi invito a visionare l’intero filmato della durata di pochi secondi; quando l’ignoranza dilaga, gli intellettuali si fanno da parte. Sono sicuro che il risentimento nei confronti di questo baby-bullo non tarderà ad arrivare.

L’ignoranza della new-generation:

Mi piace definirmi un “osservatore silenzioso” del mondo che ci circonda, un giovane umarell – “anziano” in dialetto bolognese – intento ad osservare da una ragionevole distanza di sicurezza il piccolo cantiere sotto casa. Ebbene, essendo cresciuto a colpi di ciabatta e punizioni più o meno severe, oggi ringrazio i miei genitori per l’educazione, il rispetto e la cultura che sono riusciti a trasmettermi in tutti questi anni; l’ignoranza e la cattiveria di questi giovanissimi non ha nulla a che fare con le regole sociali della nostra infanzia.

Allucinante, non saprei come definirlo diversamente.

Ma analizziamo attentamente il contenuto del video: il filmato (girato all’interno  dell’Istituto tecnico commerciale “F. Carrara”, a due passi dalle Mura di Lucca) ritrae un teenager intento ad umiliare un professore che resta basito dal comportamento dell’alunno. Dal mio punto di vista il ragazzino cerca di imporre la propria autorità facendosi grande agli occhi della classe. Probabilmente non sa nemmeno lui cosa sta facendo (lo si capisce dal tono di voce e dalla leggera esitazione) ma ci prova lo stesso, puntando addirittura il dito sul volto del povero malcapitato.

“Lei non ha capito nulla, chi è che comanda? Chi è che comanda?” semplici provocazioni pronunciate dalla bocca di un ragazzino che ha le labbra ancora sporche di latte materno, troppo giovane e curato per portare sul suo corpo le cicatrici di un’esistenza difficile. Vittima della così detta logica del capo-branco, per dimostrare la propria leadership non può fare altro che alzare la voce e assumere un atteggiamento aggressivo da vero maschio-alpha.

L’ignoranza del Professore:

Il professore dal canto suo risulta assolutamente inadatto a ricoprire il ruolo di docente (in passato ha avuto gravi problemi di salute ma ciò, a parer mio,  non lo giustifica). Non vi dico che avrebbe dovuto appendere il ragazzino al muro e riempirlo di pugni sulle costole – anche se sarebbe stata una punizione adeguata – ma una resistenza così passiva non può fare altro che peggiorare la propria classifica all’interno della scala delle gerarchie, posizionandolo sempre più in basso nella piramide alimentare.

Una sua ipotetica reazione fisica o verbale avrebbe comportato delle conseguenze di carattere burocratico e disciplinare. Con l’avvento di Internet e una sempre crescente alfabetizzazione digitale (a quanto pare direttamente inversa a quella letteraria) la notifica di sospensione dell’alunno sarebbe arrivata ai genitori via e-mail o tramite SMS.

Ancora una volta l’italiano medio vince su tutti e il “povero” professore, per paura di perdere il lavoro, di riammalarsi gravemente o di ritrovarsi i genitori del baby-bullo sotto casa, preferisce restare in silenzio e farsi umiliare davanti ad una classe di ragazzi e ragazze minorenni che lo etichetteranno per sempre come un elemento debole e dalla facile manipolazione.

In conclusione:

Saper dire “no” ai propri figli forse è la sfida più grande per ogni genitore, sicuramente non è la strada più rapida o quella meno tortuosa ma è l’unica che permetterà al bambino di diventare un adulto responsabile, rispettoso dei ruoli, delle gerarchie e delle leggi della comunità in cui vive.

Ignorantia legis non excusat

L’ignoranza della legge non scusa nessuno e anche se l’alunno in questione non ha commesso un “crimine di serie A”, non sta facendo altro che spargere sale sul proprio terreno, impedendo a qualunque seme di attecchire e di diventare – un giorno – un albero rigoglioso e pieno di frutti. Indovinate un po’, il sacco di sale glielo hanno regalato i suoi genitori che con il loro menefreghismo tra le quattro mura di casa non si accorgono di quanto il proprio bambino stia sbagliando “filosofia” di vita.

Perché sgridarli a andare incontro ad atteggiamenti ostili quando si può ignorare tutto e regalargli un bell’iPhone?

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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