Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Lavorare da casa conviene davvero?

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Scrivo questo articolo reduce da una settimana infernale (come ogni Dicembre che si rispetti). Sembra quasi che puntualmente – ogni anno – la tecnologia mi diventi improvvisamente avversa, acculando problemi su problemi. Autocommiserazione? Astinenza da Xanax? Forse entrambe le opzioni. Ma arriviamo al punto focale della questione: lavorare da casa è davvero così conveniente come tutti ritengono? Analizziamo insieme la situazione.

Ti svegli quando vuoi:

Fino a qui, non posso che darvi ragione. Uno dei pochi vantaggi del lavorare da casa è proprio quello di non avere orari. Posso svegliarmi alle 9, fare colazione alle 10 e incontrarmi con il primo cliente non prima delle 11/11.30.

Giusto in tempo per il brunch di mezzogiorno.

Fantastico! Peccato che il mio nome non sia “Paris Hilton” e che gli orari della mia routine siano completamente sballati. Si, è vero. Non punto mai la sveglia prima delle 8.30, ma ogni medaglia possiede sempre due facciate opposte. Svegliandomi “tardi” ho poco tempo per fare colazione e prepararmi, il cliente potrebbe presentarsi in anticipo e di sicuro aggiustare computer non è cosa facile (le emicranie non tarderanno ad arrivare).

Spesso e volentieri finisco la giornata lavorativa verso le 23/23.30, invio email, preventivi o fatture fino a mezzanotte e preparo il materiale didattico per il giorno dopo. In pratica non vado mai a letto prima delle 2.00 di notte … cominciate a capire il motivo per il quale mi sveglio alle 9?

Tutti ti sottovalutano:

Quando un nuovo cliente mi domanda se possiedo un negozio rimangono stupiti nello scoprire che presso il mio domicilio prendo a martellate computer, tablet e notebook. La gente a volte mi sottovaluta perché erroneamente è portata a pensare che la mancanza di una sede fisica ufficiale sia sintomo di poca professionalità e inefficienza, quando spesso e volentieri si verifica (almeno a Bologna) esattamente il contrario.

 

Considerandoti alla pari del loro nipotino smanettone di 12 anni, colui che lavora da casa deve fare il doppio di fatica per riuscire a convincere il proprio interlocutore dell’effettiva esperienza maturata nel corso degli anni. Quante volte mi è capitato di sentire: conosco un tale che è bravo e lo fa gratis, tu perché ti fai pagare?

Sanno dove vivi:

Conoscendo la via e il civico della tua lussuosissima dimora, tenderanno sempre a sentirsi giustificati quando si presenteranno ad orari indiscreti davanti al tuo portone.

Passavo di qui, hai tempo? Tanto tu ci metti poco …

Il tutto si traduce in un eccessiva confidenza, perché in un certo senso gli hai aperto le porte di casa tua, siete amici, e di conseguenza si aspettano un trattamento privilegiato.

Pulizia e Igiene:

Può capitare a tutti di dover andare in bagno all’ultimo minuto, che fai? Gli chiudi la porta del bagno in faccia? La tua casa, la tua toilette e più in generale l’intero appartamento dovrà essere sempre pulito e ordinato. In caso contrario inizieranno a pensare male di te e questo si ripercuoterà inevitabilmente anche sul tuo lavoro. Non potrai di certo ricevere i tuoi ospiti in garage o sotto ad un cavalcavia? Non trovi?

In conclusione:

Lavorare da casa mi piace. Adoro la mia libertà e la possibilità di organizzare la mia giornata nel migliore dei modi. Ciò non significa che io sia un privilegiato. Vi posso assicurare che la sera, quando vado a dormire, anche io ho i miei pensieri per la testa. Il problema è che questa “libertà” si fa pagare profumatamente. Se sono stanco o ammalato posso sempre prendermi un giorno di ferie, ovviamente non retribuito. Perché non esiste assicurazione, tredicesima, quattordicesima, rimborso spese o altri benefit tipici del lavoro stipendiato.

 

Sono il capo di me stesso, e come tutti i Boss sto sul cazzo al dipendente. Meno lavoro, meno guadagno. Più mi riposo, meno incasso. E un’ora di sonno in più il Sabato mattina può costarmi anche diverse decine di euro che nell’arco di un mese, possono influire – più o meno negativamente – sul mio salario. E allora, io mi domando: FILIPPO! Chi te l’ha fatto fare?

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

ELOISE, IL MIO ROMANZO:

“Un biglietto di sola andata nella mente di una ragazza perversa”. Per maggiori info, vi invito a leggere l’articolo: Ho trovato un Editore.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

CONTATTI:

Email: negroni.filippomaria@gmail.com
Cell: 3398123685