Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Il quadrato magico del SATOR

I

Se anche voi siete stati assidui spettatori di: Mistero (talia 1), Voyager (Rai 2) o de: La Macchina del Tempo (Rete 4), almeno una volta nella vita vi sarà capitato di inciampare nell’aggettivo “esoterico”. Quest’ultimo deriva dalla parola esoterismo, ovvero un termine utilizzato per indicare tutte quelle dottrine e i relativi insegnamenti di carattere segreto, che non dovevano essere divulgati o dei quali non si poteva parlare pubblicamente.

Ed è partendo da questa premessa che quest’oggi voglio parlarvi del Quadrato Magico del SATOR, un enigma tuttora irrisolto dalle molteplici interpretazioni.

Le parole contenute all’interno del misterioso artefatto sono sempre le stesse, talvolta disposte in maniera differente ma quasi sempre seguendo l’ordine: Sator Arepo Tenet Opera Rotas. In realtà, essendo composto da una frase palindroma (può essere letta da qualsiasi verso) è sbagliato affermare che esista “un ordine” di lettura corretto e uno scorretto; questa è soltanto una delle curiose caratteristiche del quadrato magico.

Le cinque parole del quadrato: SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS

C’è persino chi afferma che porti fortuna, non è un caso che alcuni ritrovamenti (meno conosciuti) fossero proprio all’interno di edifici o abitazioni private.

Dove si trovano?

Nel corso dei decenni sono stati ritrovati diversi quadrati magici SATOR in giro per l’Europa (non sono tanti, a dire il vero). Ce ne sono a Roma, a Cirencester in Inghilterra, nel castello di Rochemure, a Oppède, a Puy-en-Velay, nella cappella di Saint-Claire, a Siena, a Collepardo (Frosinone), a Santiago di Compostela, ad Altofen in Ungheria, a Riva San Vitale in Svizzera, a Sermoneta (Latina), ad Aosta, ad Ascoli Satriano (Foggia), a Capestrano (L’Aquila), ad Arcè (Verona), a Ficarra (Messina) e altri ancora. Il quadrato magico appare anche in una stampa della Bibbia carolingia, in un dipinto in una cappella dell’Inquisizione in Spagna, campeggia su una moneta dell’Imperatore Massimiliano II ed è scolpito sul fondo di un’antica coppa d’argento trovata sull’isola scandinava di Gothand.

Perchè viene chiamato “quadrato magico”:

Il motivo è molto semplice ed è da ricercarsi all’interno della sua particolarissima geometria. Se analizziamo con attenzione la disposizione delle lettere, notiamo che la parola “tenet” (dal latino, tenere) è palindroma e può essere letta in entrambi i sensi. Inoltre, anche l’intera iscrizione risulta sorprendentemente palindroma (partendo dall’ultima parola: ROTAS, letta al contrario risulta SATOR, come la prima. La penultima, OPERA, risulta AREPO, come la seconda, e così via). Ogni parola è composta da 5 lettere, le quali formeranno un quadrato perfetto se disposte le une sotto le altre.

Le diverse interpretazioni:

Numerose – e straordinariamente diverse – sono state le interpretazioni degli studiosi riguardo al quadrato magico del SATOR. Ad ogni modo, ciò che fu chiaro a tutti fin da subito, è che l’utilizzo di quelle particolari parole non fu dovuto ad una scelta casuale. A prescindere dal significato attribuitogli, è facile credere che l’iscrizione contenesse al suo interno un messaggio cifrato, una sorta di cripto-preghiera o un insegnamento di carattere filosofico, impossibile da decifrare a tutti coloro che non ne conoscessero l’esatto significato. L’utilizzo di simili stratagemmi non era una novità nei secoli addietro, basti pensare ai primi cristiani e al simbolo del pesce (ICTUS in greco) dal quale derivava l’acrostico: Iesus Christòs Theou Uiòs Sotèr (Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore).

L’interpretazione del “Pater Noster”:

Felix Grossner, pastore evangelista, scoprì che le 25 lettere del quadrato potevano essere disposte in modo da formare una sorta di croce utilizzando la parola “PATERNOSTER”, ripetuta per due volte.  Rispettivamente all’inizio e alla fine della parola, le lettere “A” e “O” (Alfa e Omega dell’alfabeto greco, il principio e la fine di tutte le cose).

Questa teoria venne però scartata a seguito del ritrovamento di una iscrizione del SATOR su una colonna della “Grande Palestra di Pompei” (sommersa dall’eruzione del Vesuvio nel 79 D.C.). Non è nota, al tempo, la presenza di comunità cristiane ed è impossibile che si potesse essere diffuso il testo dell’Apocalisse di San Giovanni prima del 120-150 D.C., almeno in Italia centrale.

L’interpretazione come “nome di persona”:

L’ipotesi meno accreditata vuole la parola “AREPO” come corruzione di un nome proprio di persona: Arepoonis, Arepone. La frase in tal caso suonerebbe: “Il contadino/seminatore Arepone mantiene in opera le ruote”. TENET può anche essere tradotto con il meno comune: mantenere in funzione, curare, prendersi cura di. Possiamo quindi spingerci a tradurre : “Arepone, contadino, si prende cura delle sue ruote” (fonte: matematica.unibocconi.it). Questa possibile traduzione di carattere agreste però non spiegherebbe come mai il quadrato magico del SATOR venga spesso ritrovato all’interno di edifici sacri.

L’interpretazione come “parola greca”:

Un’ulteriore interpretazione affermerebbe che il termone “AREPO” altro non sia altro che una corruzione della parola greca: Areopago (la collina di Marte, dove risiedeva il supremo tribunale ateniese), questa ipotesi è quella attualmente accreditata dall’Enciclopedia Britannica. Dovremmo quindi tradurre (parere personale): “Il Seminatore (Dio creatore) Areopago (che giudica) dirige con cura le ruote (le sfere celesti e le orbite dei pianeti)” .

La ruota è un simbolo esoterico ed il suo movimento ciclico dà l’idea del trascorrere del tempo – “Il Creatore tiene in movimento il Creato”.

L’interpretazione più diffusa:

L’interpretazione più comune del termine AREPO farebbe derivare il latino “Arepus” dal celtico “Arepos”, che vuol dire “carro“. La traduzione allora diventerebbe: Il Seminatore, sul carro, governa con cura le ruote. In tal caso prevarrebbe un’interpretazione di carattere cristiano, dove il Seminatore sarebbe Dio e per ruote s’intenderebbe l’insieme delle sfere celesti. Il senso, quindi, sarebbe quello secondo cui Dio, seduto sul suo carro, vigili sulla vita del mondo.

In conclusione:

Nonostante le numerose pubblicazioni e  gli studi effettuati sul quadrato magico del SATOR, ad oggi non esiste una interpretazione ufficiale. Come in tutti gli aspetti della vita, ognuno è libero di credere in quello che vuole, ma come mi piace ripetere (badate bene, l’ho scritto persino nell’incipit del mio blog) in fondo ad ogni storia vi è sempre un briciolo di verità … nascosto da qualche parte.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

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