Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Il Castello del “Kitten Play”: quando il BDSM diventa felino

Se amate i felini in maniera morbosa e avete un debole per il BDSM, il Kitten Play è il luogo giusto per voi. Questa community esclusiva – con sede in Colorado, USA – è composta per la maggioranza da donne (circa il 90%) ed obbediscono tutte all’eclettica Isabella, la premurosa e dolcissima padrona di casa.

Entrare in questo club è molto semplice. Vi basterà assumere sembianze feline (guanti, orecchie a punta, coda sporgente, etc.) e comportarvi come uno di loro. Non esistono requisiti minimi per potervi accedere e non c’è limite di permanenza. Molta gente è solo di passaggio, alcune ragazze invece decidono di rimanere. L’unico scopo è divertirsi, fuggendo dalla monotonia della propria esistenza. Ma non chiamatelo “bordello”. Le gattine dello chateau non sono come le conigliette di Play Boy.

Ma che cos’è il BDSM?

Con il termine BDSM si identifica una vasta gamma di pratiche relazionali e/o erotiche che permettono di condividere fantasie basate sul dolore, il disequilibrio di potere e l’umiliazione tra due o più partner adulti e consenzienti che traggono da queste soddisfazioni e piacere – Wikipedia

In poche parole, appartiene a questa categoria ogni atteggiamento mirato ad ottenere una qualche forma di appagamento sessuale mediante la dominazione o la sottomissione, sia fisica che psicologica. Chi pratica BDSM non deve essere considerato un depravato o una persona pericolosa, praticare bondage o altre forme di “tortura” fa parte del gioco. Non esiste ostilità, né violenza gratuita. Ogni rapporto si può interrompere in qualunque momento e deve rispettare la regola S.S.C: – Safe, Secure and Fun (Sano, Sicuro e Divertente).

Tutto oro quel che luccica?

Una proprietà situata in mezzo alle campagne del Colorado, abitata da modelle under 30 in autoreggenti, tacchi a spillo e con un debole per tutto ciò che è kinky (eccentrico). C’è chi potrebbe pensare che il castello sia soltanto un punto di raccolta per gente incapace di adeguarsi, tossicodipendenti, alcolisti o malati di sesso. Come si suol dire in questi casi: a volte la verità sta nel mezzo. Alcune di queste ragazze infatti sono state vittime di bullismo o di violenze, alcune soffrono persino di lievi disturbi mentali (schizofrenia) e sono riuscite a superare le proprie difficoltà solamente grazie all’aiuto e al sostegno di questa “atipica” comunità. Trasformarsi in sexy gattine – per quanto possa sembrare ridicolo – permette loro di dominare le proprie pulsioni e di trovare così una qualche forma di equilibrio.

In conclusione:

Molto spesso si tende a sottovalutare la componente psicologica che si cela dietro ad un atteggiamento. In fondo siamo il risultato di ciò che ci è stato fatto, di come siamo cresciuti e dell’educazione che abbiamo ricevuto. Perché dietro ad ogni azione v’è sempre una traccia del nostro passato e, talvolta, l’unico modo per sfuggirgli è proprio quello di indossare una maschera :3

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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