Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Generazione Emule

G

Mi chiamo Filippo, ho 28 anni e mi guadagno da vivere aggiustando computer (anche se vorrei diventare uno scrittore famoso). Molti pensano che il mio sia un lavoro complicato e che richieda competenze tecniche d’altissimo livello, ottenibili solamente con lauree ad indirizzo informatico, corsi di formazione e stage. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Riparare qualcosa di “rotto” non è la parte più complicata, stiamo pur sempre parlando di un “elettrodomestico”, la parte più difficile del mio mestiere è spiegare alle persone come non commettere gli stessi errori, dispensare consigli e fornire supporto psicologico. Ma come ho imparato a fare quel che faccio? Semplice, mi sono messo a studiare, provando, sbagliando, e investendo nella mia formazione. Internet ha sempre dato una mano, è stato il mio primo maestro e non esagero nel dire che quello che sono oggi, lo devo in gran parte a lui.

Spesso e volentieri mi piace definire la mia generazione di smanettoni come “quelli cresciuti con Emule”, quando a partire dalla prima metà degli anni ’90 il modem 56K cominciò a diffondersi nelle case degli italiani, spalancando (moolto lentamente) il così detto vaso digitale di pandora. 

Hey! Un momento! Ma tu non sei nato nel 1991?

Si.

Diciamo che la versione più giovane di me un bel giorno decise di abbandonare game-boy e play station per buttarsi a capofitto nell’informatica. Se vi dicessi che tutto fu chiaro fin da subito – beh – mentirei. Ho avuto la fortuna di nascere testardo (sono pur sempre un Capricorno) e di ricevere le giuste attenzioni da parte di due persone molto importanti: mia cugina Camilla, la quale mi battezzò con titoli del calibro di “Sam&Max”, “Monkey Island” e “GranTurismo” e lo zio Davide, persona dal cuore grande che mi regalò il suo vecchio Computer (per chi mastica la lingua: Intel Pentium con 256 MB di Ram e dischi PATA) piuttosto che rivenderlo. Possono sembrare piccoli gesti ma hanno segnato per sempre la mia vita.

Modem 56K- la Preistoria:

Dovete sapere che una volta l’accesso ad Internet possedeva una tariffazione oraria e il prezzo non era assolutamente a buon mercato. Per potersi connettere, infatti, bisognava utilizzare il modem fornito dalla Telecom (ai tempi “Alice”) e se navigavi non potevi utilizzare il telefono di casa. Sembrano altri tempi ma se facciamo bene i calcoli stiamo parlando di poco più di 20 anni fa. Per poter accedere ad internet si utilizzavano differenti “motori di ricerca” (Google sarebbe nato solamente nel 1997, Facebook nel 2004 e Youtube nel 2005), per quel che mi ricordo utilizzavo quasi unicamente Altavista e Yahoo!, mentre per ricevere le email mi affidavo al buon vecchio: Alice Mail di Telecom Italia, credetemi .. faceva schifo anche allora.

Per farvi capire di che tipo di velocità stiamo parlando, ritengo che l’esempio più opportuno sia quello della galleria. Avete presente quanto state sfrecciando in autostrada a 130 Km/h ascoltando alla radio il vostro pezzo preferito e davanti a voi avete una serie di gallerie scavate nella montagna? Ecco, nelle zone in cui non c’è campo si colloca il nostro caro modem 56K. Scordatevi la tecnologia 3G o 4G, per scaricare un brano .mp3 ci volevano mediamente 15-30 minuti.

Emule, gioia e dolori:

Se consideriamo che una ADSL 20 MB è circa 150 volte più performante di un modem 56K è facile intuire quale “parto gemellare” fosse scaricare un film. La connessione era lenta, lentissima, visto e considerato che internet era a pagamento non tutti restavano connessi H 24/24 e di conseguenza mancavano utenze per poter completare il download (il P2P si basa sullo scambio reciproco di dati). Trovare il film in qualità decente era altresì complicato, molti erano video registrati illegalmente con la videocamera e se ti andava fatta bene (o male, dipende dai gusti) riuscivi a scaricare anche qualche filmino hard amatoriale. Stiamo pur sempre parlando degli albori di Internet, la pornografia digitale non era stata ancora completamente sdoganata … o forse ero troppo piccolo per interessarmi all’argomento.

Internt 56K

Provate anche solo ad immaginare la sofferenza nel veder scaricare un’immagine riga dopo riga, attendendo che la  clessidra di windows 98/XP ultimasse la sua ultima rotazione. Di certo il monitor a tubo catodico non aiutava, provocando fastidiosi riflessi perlacei su tutta la superficie in vetro.

Internet negli anni ’90, fallimento totale?

Assolutamente no. La mia “generazione Emule” è cresciuta assimilando soltanto valori positivi. Abbiamo imparato l’importanza di un’attesa e a conservare unicamente i ricordi più preziosi (lo spazio di memorizzazione era sempre poco!), ma soprattutto la tecnologia del tempo ci ha insegnato a stabilire le giuste priorità; perché se per scaricare un film ci volevano mediamente 24/48 ore, e il risultato non era assicurato, tanto valeva uscire di casa e andare a giocare al parco, lasciando “le macchine” a casa e i nostri cuori all’aperto.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

CONTATTI:

Email: negroni.filippomaria@gmail.com
Cell: 3398123685