Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Equilibrium: la nostra vita è predestinata?

E

Equilibrio. Un legame simbiotico che conferisce struttura allo stesso universo. Vi siete mai soffermati a pensare? A quanto sia magnifica e al tempo stesso “fragile” la realtà nella quale viviamo? La morte genera nuova vita, da un insuccesso nascono nuove idee, da una perdita si acquisiscono nuovi valori. La nostra esistenza non è altro che un insieme di fatti non-casuali che si verificano arbitrariamente con uno scopo ben preciso: completare il puzzle.

Questo disegno può non apparirci chiaro o di facile interpretazione ma basta guardarsi attorno per cominciare a comprendere. Al mondo esistono persone straordinarie predestinate ad una vita di successi mentre altre giacciono inerti ai bordi della strada. In un paese lontano i guerriglieri bombardano civili innocenti e dall’altra parte del globo un ragazzino annoiato inventa una tecnologia capace di salvare gli oceani dall’inquinamento. Qualcuno potrebbe affermare che sia tutta opera del grande “disegno di Dio”. A mio avviso semplificare l’intero concetto di “universo” nella figura di un unica entità risulta essere una spiegazione eccessivamente accomodante. Fino a qualche secolo fa (a dire il vero c’è chi lo crede ancora) si pensava che la Terra fosse piatta e posizionata al centro del cosmo, all’epoca non erano ancora stati inventati i satelliti, le sonde voyager o i telescopi, eppure eravamo disposti ad uccidere in nome di Dio, marchiando a fuoco tutti coloro che rifiutavano “l’unica” grande verità.

Memento mori:

Mi ritengo un convinto sostenitore del concetto di predestinazione. Quante volte vi sarà capitato di fare sogni così vividi e intensi da sembrare “reali” per poi scoprire di essere riusciti ad anticipare il futuro? Questa sensazione atipica possiede un nome e viene comunemente definita Déjà vu.

Il Déjà vu è la sensazione di un’esperienza precedentemente vissuta.

Tralasciando le diverse teorie elaborate da studiosi e scienziati circa la veridicità di tale fenomeno, è mia intenzione farvi meditare invece sulle sue conseguenze. Se tutto ciò che siamo, come ci comportiamo, i nostri successi e le nostre sconfitte sono frutto di uno schema prestabilito, la vita stessa perderebbe di significato. Forse i popoli hanno bisogno di credere che il libero arbitrio sia una costante e non una mera illusione, che ogni essere umano possegga infinite possibilità di scelta e che il nostro tempo non abbia mai fine … eppure io non ho mai visto un bambino africano in punto di morte vincere alla lotteria o destarsi dal suo letto di paglia per dirigersi in un ospedale. Semplicemente, non può farlo. Ma se quell’ospedale non esistesse ancora? Se qualche benefattore decidesse di costruirlo solo dopo aver visto quel bambino morire? Allora tutto avrebbe un senso e la sua morte non sarebbe stata vana. Ancora una volta – come sempre – l’equilibrio giocherebbe a nostro favore donandoci speranza, quando poco prima ci aveva invece privato di tutto.

Il Destino non sceglie il bene o il male. Non onora la luce, non giudica l’oscurità.

Qualcuno una volta disse in un film che il caos è equo, comincio a credere che avesse ragione. Un incendio può distruggere un’intera foresta ma dalle sue ceneri scaturirà sempre nuova vita. Quella scimmietta dal sangue infetto morirà sicuramente in preda ai tremori ma con il suo sacrificio un nuovo farmaco salverà milioni di vite (… e senza il volo turbolento di quei dannati pipistrelli io non potrei più tracannare Tequila).

In conclusione:

Come sempre vi invito a non credere ciecamente in quello che vi dico. Le mie non sono altro che semplici supposizioni scaturite dalla mente di un folle osservatore del mondo, uno dei tanti. Ma se la mia logica dovesse un giorno rivelarsi corretta (anche solo in parte) potrebbe annichilire il concetto di vita così come lo conosciamo.

Forse le strade di ognuno di noi non sono prestabilite in maniera assoluta, forse ci viene concesso un margine d’errore, seppur minimo. Una sorta di deviazione momentanea dal sentiero sicuro, lunga non più di qualche metro, in un tragitto composto da centinaia di chilometri. Possiamo chiamarlo come vogliamo: fato, destino, fortuna. Quello che conta è seguire l’istinto ed accettare la luce della nostra buona stella, perché se siamo predestinati alla grandezza è inutile opporre resistenza. 

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

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