Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Come sopravvivere ad un secondo #lockdown

Il bello di un essere umano è che riesce, quasi sempre, ad imparare dai propri errori.

Sono passate poche settimane dal termine del primo lockdown (tradotto: confinamento) e, poco alla volta, siamo tornati ad una situazione di pseudo-normalità: serate in discoteca (ora di nuovo chiuse!), movida, assembramenti, attività all’aperto, partite di calcio, etc. Proprio così, il COVID-19 non è che un brutto ricordo (non ce n’è coviddì!). Almeno questo è quello che ci piacerebbe credere, il problema è che pur essendo consapevoli del pericolo “oltre la porta”, continuiamo imperterriti a violare le norme sanitarie, atte a limitare il rischio di nuovi contagi. 

Il nostro comportamento irresponsabile e la totale mancanza di buon senso sta pericolosamente inclinando l’ago della bilancia a favore di una nuova pandemia. La gente continua ad ammalarsi, il tasso di infetti è in costante aumento e sono già in vigore nuove normative anti-contagio (le quali, se non sortiranno un effetto “palliativo”, prepareranno la strada per un secondo lockdown).

Ovviamente, si tratta di semplici supposizioni. Prendete le mie dichiarazioni al pari di una fiaba (o di un racconto dell’orrore), nel caso in cui però il nostro “daddy” decidesse di chiuderci in casa una seconda volta, ecco alcuni semplici consigli su come superare senza sforzo il “confinamento”.

Come superare il nuovo lockdown:

  • Fare scorte di lievito e farina, l’80% delle vostre attività ricreative consisterà nella panificazione.
  • Acquistare grandi quantità di gel disinfettante e tequila, il primo serve per igienizzare le mani, la seconda disinfetta lo spirito.
  • Costruire una piccola palestra per smaltire le calorie in eccesso (un fisico da urlo aiuta nel rimorchio di nuove congiunte).
  • Alternare canzoni di Coez a quelle di Tommaso Paradiso, uno ti deprime, l’altro ti tira su.
  • Comprare toner e stampante, servirà per le nuove certificazioni.
  • Acquistare un megafono per infamare i runner/podisti sotto casa o per cantare canzoni italiane dai balconi.
  • Scattare foto in costume, da pubblicare sui social con l’hashtag #iorestoacasa #sistavameglioprima.
  • Adottare un cane, avrete una scusa per uscire di casa.
  • Passare la quarantena a Mondello.
  • Farsi amico qualcuno del CTS (comitato tecnico-scientifico).
  • Acquistare un paio di manette pelose e inscenare la fantasia erotica: “Il Daddy e la trasgreditrice”.

Dobbiamo iniziare a preoccuparci?

C’è chi vede il bicchiere mezzo pieno, altri mezzo vuoto. Personalmente ritengo che questo virus sia destinato ad accompagnarci per molto, moltissimo, tempo. Non ci resta che cercare di “sdrammatizzare” un po’, affrontando la minaccia con le dovute cautele e un bel sorriso stampato in faccia.

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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