Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Bambini al ristorante: STOP!

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Esiste un posto magico sull’isola di Rüchen (Germania) dove dopo anni di soprusi e vessazioni, l’evoluzione umana è riuscita a compiere un piccolo passo in avanti, rompendo così le pesanti catene dell’indifferenza. Il ristorante Oma’s Küche infatti è riuscito a far parlare di sé grazie all’applicazione di un’unica regola, divenuta fin da subito impopolare tra le famiglie con figli al seguito.

A partire dalle 17.00 PM è severamente vietato l’ingresso dei bambini (under 14) all’interno del locale, anche se accompagnati da un adulto.

Rudolf Markl, proprietario del ristorante, ha dichiarato che le lamentele dei propri ospiti erano all’ordine del giorno, dovute principalmente alla maleducazione di molti bambini che con il loro fracasso e la loro agitazione non facevano altro che disturbare gli altri commensali. Il divieto è entrato ufficialmente in vigore quando uno di questi bambini scatenati riuscì a rompere un’antica cornice di legno, rovinando così il decennale arredamento del ristorante.

Siamo arrivati semplicemente al punto in cui ci siamo detti che non potevamo più andare avanti così.

Il proprietario ha affermato che da quando questa regola è entrata in vigore, l‘immagine del locale ne è uscita sorprendentemente rafforzata, e che molti altri ristoratori sono prossimi ad applicare lo stesso tipo di divieto (leggasi: child-free) all’interno delle proprie strutture. Tutto oro quel che luccica? Non proprio. Assieme alle migliaia di email spedite da collaboratori sparsi per il mondo e sostenitori della causa, i più permalosi hanno reagito in malo modo, arrivando persino a minacciare di morte il povero Rudolf.

La maleducazione:

Il problema è dovuto soltanto alla maleducazione dei bambini che con le loro urla e le loro scorribande  sono il terrore di ogni ristoratore. Non fraintendetemi, io amo i bambini ma amo anche il silenzio, specialmente a tavola. E se io “genitore” programmo di passare una piacevole serata fuori con la mia famiglia, è mia responsabilità garantire la “messa in sicurezza” del mio bambino, nel rispetto della quiete pubblica. Corse sfrenate tra le file dei tavoli (con il rischio di far inciampare qualcuno), urla, schiamazzi, piagnistei e sigle di cartoni animati a tutto volume. Un inferno fatto di giochi e passeggini “king-size” in grado di occupare lo stesso spazio di due tavoli da quattro persone. Se ci pensiamo bene, i proprietari non stanno affatto esagerando. Spesso e volentieri infatti si preferisce lasciare sfogare il ragazzino turbolento, piuttosto che ritrovarsi una miccia pronta ad esplodere all’interno delle proprie mura di casa.

In conclusione:

Ancora una volta l’indifferenza e l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori contribuisce a rovinare quell’atmosfera rilassante che tutti si aspettano di trovare all’interno di un ristorante. E prima di puntare il dito contro un ristoratore troppo “severo”, domandatevi sempre se non sia il caso di alzare prima le mani suoi vostri figli. Perché due schiaffi sul sedere del vostro bambino – se meritati – non fanno di voi un cattivo genitore, bensì un ottimo maestro di vita ed educatore. 

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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