Filippo Negroni Sangue Blu

Avere 30 anni: tragedia o rinascita?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ti stai avvicinando al compimento dei 30 anni (o potresti averli già compiuti). Sarebbe bello poter affermare: queste 30 “rivoluzioni” attorno al sole non si fanno sentire per niente, sarebbe bello … già. Avvicinarsi verso la maturità fisica/intellettuale è davvero così brutto come sembra? Dipende, come prima cosa però è importante sfatare un mito:

I 30 non sono i nuovi 20.

Chi mi conosce sa bene quanto io ami lamentarmi, di ogni cosa: dal capello finito per errore nel brodo dei passatelli tirati a mano, fino al mancato abbinamento “calzino-mutanda”. È il problema di noi pessimisti, vediamo sempre il bicchiere mezzo vuoto. Eppure, al compimento dei miei 30 anni, una cosa l’ho imparata. Nel trentesimo anno della tua magnifica esistenza, la vita comincia a sorriderti; perché è pur sempre vero che “i 30 non sono i nuovi 20” … fortunatamente sono molto meglio.

Prima del 30, 29:

Se ogni anno della mia vita dovesse essere paragonato ad un evento storico, il compimento dei 29 anni sarebbe certamente “la disfatta di Caporetto”. Pur essendo un numero inferiore rispetto al fatidico 30, la vita non sarà clemente. Il compito di “Madre Natura” infatti è quello di prepararvi psicologicamente. Non siete giovani ma neppure vecchi, siete come quelle monoporzioni che servono sui voli di linea. Abbiamo l’aspetto di un adulto, sembriamo maturi, eppure ci atteggiamo come fossimo ancora ragazzini. Proprio come la frutta che consumiamo a 10.000 metri d’altitudine, bella fuori ma ancora surgelata dentro. 

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Personalmente, i 29 anni mi hanno temprato nello spirito: problemi al lavoro, problemi sociali, problemi di Covid (la pandemia), etc. In poche parole, la vita mi stava prendendo a schiaffi con una mano e porgendo il conto sull’altra.

SPOILER: alla fine sono sopravvissuto.

Il lato positivo è che se si riescono a superare tutte le sfighe dei 29, il compimento dei 30 anni è un gioco da ragazzi (se si continua a mantenere un basso profilo).

I super poteri dei 30 anni:

Finalmente arriviamo all’argomento clou di questo – stupido – articolo: i benefits dopo i 30 anni. Volete sapere quali sono? Non ci sono, o meglio, i tuoi super poteri sono quelli che hai sempre avuto ma ora ne conosci i limiti. Facciamo un esempio stupido: l’allenamento fisico. Quando compi 30 anni, se tutto è andato per il verso giusto, dovresti aver acquisito in automatico la completa padronanza del tuo organismo.

Soffri di lombo-sciatalgia? Non devi sforzare la schiena. Ti fanno male le articolazioni? Non fare una maratona. Fumi come una ciminiera? Una passeggiata con una pendenza di 0,7% potrebbe risultare fatale. Vivi, pardon, sopravvivi da 30 anni all’interno di quel guscio molliccio che ti ostini a chiamare “corpo”, direi che dopo tutto questo tempo un’idea delle tue capacità dovresti essertela fatta.

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Altre qualità rare:

A 30 anni si cominciano ad apprezzare le cose semplici, come un bicchiere di vino in buona compagnia o una serata in completa solitudine. Dopo 29 anni di accelerazioni, il fisico ti impone uno stop. Vuoi perché le giornate lavorative si fanno sempre più lunghe e intense, o per il semplice motivo che si diventa più pigri. Per una scusa o per l’altra, il relax diventa una priorità. Si dorme meno, bastano 6-7 ore di sonno per sentirsi “quasi” riposati. Avere mal di schiena assume il gusto amaro di una routine, e perché no – talvolta – lo si usa pure come pretesto per non uscire. Impariamo a riconoscere un potenziale problema già a 20 Km di distanza, non ci fidiamo di niente e di nessuno. Non è che la vita, tutto d’un tratto, cominci a sorriderti. Rimane la solita vecchia stronza di sempre, eppure inizi a apprezzarla.

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Nel tuo trentennio impari ad identificarti con una particolare categoria di alcolici, la quale ti accompagnerà per il resto della vita. Scopri che mantenere pulita la casa da più soddisfazioni di un orgasmo ben riuscito ed inizi ad odiare tutti quei ragazzini che fanno casino nel cortile del condominio. Il pollice verde non è una “skill” che tutti riescono a sviluppare, ma tanto che te frega, se ti muore la pianta grassa puoi sempre andare all’Ikea per acquistarne una nuova (unitamente al set di candele profumate al gusto vaniglia). Perché a 30 anni capisci che i soldi non servono solo ad acquistare ricambi per il tuo motorino truccato o qualche capo firmato, con il denaro acquisisci stabilità e indipendenza. Diventi una sorta di “entità” alimentata a caffeina, che non si ricorda gli impegni familiari ma che saprebbe recitare ad occhi chiusi il proprio codice IBAN/SDI.

A 30 anni c’è anche voglia di rivalsa, cosa che non sempre avviene. I casi sono due: o cominci a figliare, metti su famiglia e partecipi alle riunioni di condominio, oppure ti trasformi lentamente in uno di quegli zii ubriachi che ad ogni cena di Natale ti mettevano così tanto a disagio. Cominciate a capire la cara e vecchia zia Yetta di “Tata Francesca”?

INFINE:

Questi sono i 30 anni, ne più ne meno. Perché al compimento del tuo trentesimo anno di vita, siamo tutti sulla stessa barca. Cominci a chiamare “coetanei” gli over-40, coppole e sciarponi occupano sempre più spazio nel tuo armadio e nella tua borsa non manca mai una bottiglietta d’acqua. Avere trent’anni fa schifo, ma è anche la cosa più bella che possa mai succedere. Purtroppo o per fortuna, succede una solta volta nella vita.

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