Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Avengers: Infinity War – io sto con Thanos

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Qualche giorno fa sono riuscito a ritagliarmi 2 ore e 40 minuti di tempo libero per andare a vedere Avengers: Infinity War, l’ultima pellicola targata “MCU – Marvel Cinematic Universe”. Come molti di voi sapranno non sono un fan accanito della saga né tanto meno un appassionato di fumetti. Tutto quello che ho appreso riguardo ai super eroi l’ho imparato comodamente seduto sul divano di casa mia con il logo di Netflix sul televisore; proprio per questo motivo non mi reputo assolutamente un esperto e paragono la mia esperienza a quella di un ragazzino al suo primo bacio sotto la Luna.

Mentire è inutile, l’arroganza di Tony Stark e i meravigliosi cameo di Stan Lee occuperanno per sempre una piccola parte del mio cuore di Nerd, per non parlare della tuta in latex di Vedova Nera (Scarlett Johansson) che ad ogni inquadratura regala sempre molte – moltissime – emozioni.

Thanos: eroe o malvagio?

SPOILER ALERT!

Se non avete ancora visto Infinity War vi invito a rimandare la lettura dell’articolo.

Il film ruota attorno alla figura di Thanos, il villain di turno. Senza spendere troppe parole circa la trama, i meravigliosi effetti speciali/CGI e l’uso sapiente del green-screen, è mia intenzione concentrarmi sulla figura del super-cattivo di turno e sulla sua magnifica ambizione … ma è davvero giusto definirlo “cattivo”? 

Molti di voi staranno pensando che un essere proveniente da migliaia di anni luce di distanza senza alcun interesse per la salvaguardia del pianeta Terra, con manie di protagonismo e una brutale propensione allo sterminio di massa, sia a tutti gli effetti un dittatore spaziale. Ebbene, il suo unico scopo non è altro che quello di portare equilibrio nell’universo, eliminando dall’equazione la metà di tutti gli esseri viventi. Non sto dicendo che la sua filosofia sia impeccabile, eppure se si ragiona in un’ottica extra-planetaria è facile comprendere che non sia poi così “sbagliata”.

La vita è meravigliosa ma se non vi sono regole e divieti appositamente imposti per tutelarla, il più delle volte può rivelarsi auto-distruttiva, minando così il suo delicato equilibrio.

Avete presente la “politica del figlio unico” attuata in Cina? Ora applicatela ad una galassia intera.

Thanos è ambizioso ed antepone la sua fredda logica alle sue stesse emozioni ma non per questo ne è immune, come dimostra nel momento in cui decide di sacrificare Gamora, una delle sue figlie “adottive”. Ancora una volta il lato “umano” risulta essere la debolezza più evidente, ricordate il film di 300? Persino un Dio può sanguinare.

Se c’è una cosa che l’esperienza mi ha insegnato in tutti questi anni è che non esistono i buoni e i cattivi poiché tutto dipende dal proprio punto di vista. Tony Stark è uno dei super eroi più amati tra tutti gli Avengers eppure in principio vendeva armi di distruzione di massa non solo agli americani ma anche ai terroristi. Il Soldato d’Inverno? Lavora per lo spionaggio e la signorina Romanoff fa il doppio gioco. Quello che riteniamo essere giusto è il risultato di una vita di educazione, insegnamenti ed esperienze giustamente diverse per ognuno di noi.

La generosità di Thanos:

Avete letto bene, in questo paragrafo si parlerà della sua generosità. Thanos, il Titano gentile, nella sua folle crociata contro l’universo deciderà di sterminare solamente il 50% degli esseri viventi, lasciando prosperare l’altra metà nel benessere. Ancora non mi è chiaro secondo quali criteri egli decida chi è degno e chi no ma se analizziamo da un punto di vista scientifico/matematico la sua emblematica filosofia capiamo che in fin dei conti ne avrebbe potuti sterminarne molti di più.

Per colonizzare un nuovo pianeta basterebbero 10.000 individui.

Secondo alcune stime (fonte: Focus.it) per garantire il ripopolamento del pianeta Terra (a seguito di un cataclisma) sarebbero sufficienti dai 500 ai 5.000 individui. Il motivo è molto semplice: la razza umana non potrebbe sopravvivere se decidessimo di accoppiarci unicamente tra membri della nostra stessa famiglia (ricordate il proverbio: non c’è cosa più divina che *** la cugina? Ecco, dimenticatevelo). Gli incesti infatti contribuirebbero ad aumentare il tasso di infertilità e la probabilità di concepire una progenie affetta da disabilità e/o malformazioni genetiche.

In conclusione:

Infinity War è un bel film perché – finalmente – possiamo immedesimarci nella parte del “cattivo”, comprendere le motivazioni che lo spingono a sterminare intere galassie e riuscire così ad “umanizzarlo”. La sua filosofia può non piacere a tutti, ovviamente si sta parlando di un prodotto cinematografico, ma se c’è una cosa che ho imparato da Norman Osborn (Green Goblin in Spider-Man 2) è che l’unica cosa che la gente ama più di un eroe è il vedere l’eroe fallire, cadere, morire combattendo.

Non sono sicuro che questa sia la fine dei “Vendicatori” ma di una cosa sono certo, non vedo l’ora di vedere sul grande schermo il ritorno del Titano Pazzo e del suo “Guanto dell’Infinito”.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

MISSION & VISION

Probabilmente vi starete chiedendo chi diavolo è Filippo M. Negroni. Il guaio è che nemmeno io conosco la risposta ma posso dirvi comunque qualcosa su di me: Nessuno.

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