Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Agorafobia: paura della “piazza”

È capitato a tutti e succederà ancora: prima o poi vi ritroverete “incastrati” in un’interminabile fila di persone. Potrete essere al supermercato, al cinema, al  concerto del vostro cantante preferito o semplicemente in coda alle poste; davanti a voi ci sarà sempre qualcuno che è arrivato prima.

Talvolta mi piace paragonare gli abitanti di una città a minuscole formichine, tutte affannate e laboriose. Il confronto non è troppo distante dalla realtà dei fatti, con quasi 8 miliardi di persone su questo piccolo pianeta dobbiamo essere in grado di fare “spazio” a tutti quanti, anche se il “formicaio” comincia a diventare stretto (forse è per questo motivo che vogliamo spedire sempre più gente nello spazio).

L’Agorafobia:

L’Agorafobia è un disturbo (leggasi “fobia”, ovvero “paura incontrollabile”) legato al ritrovarsi in presenza di spazi troppo ampi (da cui il termine: Agorà che significa “piazza”) o comunque sovraffollati, dai quali è difficile – se non impossibile – scappare. Da un punto di vista clinico, coloro che soffrono di questa complicazione provano un forte disagio/angoscia quando attorno a loro cominciano a verificarsi assembramenti di persone, con conseguente difficoltà nell’individuare uscite di sicurezza o vie di fuga alternative. Talvolta però colpisce soggetti che soffrono di bassa autostima. Ciò che avviene nel cervello di un agorafobico è la classica reazione: “attacco o fuga”. In poche parole, la mente interpreta gli spazi aperti come un potenziale pericolo alla sicurezza della persona, la quale si prepara a fuggire (l’obiettivo è pur sempre quello di sopravvivere da un’eventuale minaccia).

L’agorafobia può essere un disturbo altamente invalidante, in quanto può influenzare molteplici attività e contesti del quotidiano – mypersonaltrainer.it

Sintomi & Diagnosi:

Tra i vari sintomi dell’Agorafobia riscontriamo: ansia, sudorazione, battiti accelerati, mal di testa, confusione, nausea, tremori, scarsa salivazione, senso di oppressione, brividi e pelle d’oca. Chiaramente, i sintomi e la gravità dell’agorafobia possono variare da caso a caso.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM), l’agorafobia viene definita da alcuni criteri:

  • Paura irragionevole
  • Consapevolezza della propria fobia
  • Utilizzo di strategie per evitare di ritrovarsi in luoghi affollati
  • Reazioni ansiogene in grado di compromettere la quotidianità

Nella maggioranza dei casi, l’agorafobia può innescare vere e proprie crisi. Il semplice pensare di non poter ricevere un adeguato soccorso medico in luogo pubblico o di non riuscire a raggiungere facilmente le uscite di sicurezza può dare origine ad attacchi di panico (di entità più o meno grave).

Conclusione:

L’agorafobia è considerata l’antitesi della claustrofobia (paura degli spazi ristretti), i cui effetti collaterali sono del tutto simili. Ad oggi, le cause di questo disturbo non sono ancora del tutto note. Nella maggior parte dei casi, però, questa fobia sembra essere riconducibile ad un’esperienza traumatica regressa, sperimentata durante l’infanzia o l’adolescenza.

Se pensate di soffrire di agorafobia, provate a porvi le seguenti domande: avete paura di restare da soli in casa? Provate disagio nel viaggiare su mezzi pubblici o nel visitare luoghi molto affollati? L’idea di non poter ricevere aiuto immediato vi terrorizza? Se le risposte sono state tutte “si”, allora è probabile che anche voi soffriate di questo disturbo. La buona notizia è che con adeguata terapia cognitivo-comportamentale e farmacologica riuscirete a superare la vostra paura degli spazi aperti, o almeno a “limitarne” gli effetti.

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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