Sangue Blu Filippo Maria Negroni

10 curiosità su: Jurassic Park

Il 9 giugno 1993 uscì nelle sale americane “Jurassic Park”, cult movie di genere fantascientifico diretto da S. Spielberg. Alla base del film vi è l’omonimo romanzo di Michael Crichton (autore, regista e sceneggiatore), i cui diritti vennero acquistati dalla Universal Picture ancora prima della sua pubblicazione nel 1990, su suggerimento dello stesso Spielberg.

Un anno dopo il suo 25° anniversario, ho deciso di rendere omaggio a questa pietra miliare del cinema, raccontandovi 10 curiosità delle quali non eravate a conoscenza. Siete pregati di allacciare le cinture, sarà un viaggio movimentato.

Animatronics:

Come disse lo stesso Hammond: “al Jurassic Park non ci sono animatronics” … o meglio, ci sono ma non si vedono. Il merito del suo realismo va dato a Dennis Muren e Tim Alexander, supervisori degli effetti VFX. Inizialmente Spielberg voleva realizzare i dinosauri a grandezza naturale, come fecero nel film di King Kong. Purtroppo l’idea si rivelò troppo costosa e la produzione decise di utilizzare un mix di computer grafica e animatroni parziali, in grado di far muovere solo determinate parti del corpo, come ad esempio la testa o le gambe dei dinosauri.

Piccola curiosità: soltanto il robot del triceratopo malato venne utilizzato in un set all’aperto. In tutta la durata della pellicola (127 minuti), ben 14 minuti vedono i dinosauri come protagonisti.

Il Cameramen:

Già dai primi fotogrammi del film si presenta un brusco “errore di inquadratura”. Il guardiano che verrà divorato dal Velociraptor, cade dalla cima della gabbia in cui è rinchiuso il dinosauro. L’urto è così forte da far precipitare l’attore addosso ad un cameraman che si trovava pochi metri più in basso.

Nella breve sequenza che ho ritagliato è possibile vedere la mano del povero sventurato, mentre cerca di salvare la propria videocamera dal corpo in caduta libera dell’attore/stunt-man.

La cintura di Grant:

Tutti gli animali del Jurassic Park sono di sesso femminile e – in linea teorica – non possono riprodursi. Quando si gioca a fare Dio è necessario prendere le giuste precauzioni e il Dottor Henry Wu sa il fatto suo in materia di DNA. Sfortunatamente per loro, la vita trova sempre un modo di ribellarsi.

Non possono procreare allo stato selvatico, il controllo demografico è una delle nostre misure di sicurezza. Ci sono solo procreazioni autorizzate al Jurassic Park – Henry Wu

Una simpatica “anticipazione” di quello che sarebbe successo poco dopo ci viene fornita dal paleontologo Alan Grant, il quale durante l’arrivo in elicottero si ritrova una cintura di sicurezza composta da due estremità “femminili”.

Non potendo allacciarle in maniera corretta, improvvisa un nodo rozzo ma molto efficace; un po’ come i dinosauri del Jurassic Park, i quali – non potendo riprodursi – trovano comunque il modo di evolvere il proprio codice genetico.

Il bicchiere:

Da quando ho visto JP per la prima volta, tengo sempre un bicchierino pieno d’acqua sulla scrivania.

Ricordate la scena dell’arrivo del T-Rex? Ecco, per far muovere l’acqua all’interno del bicchiere di plastica venne utilizzata la corda di una chitarra posizionata sotto di esso, mentre per far tremare tutto il resto fu utilizzata la vibrazione di un piccolo motore.

Dennis Nedry:

Il cattivo di turno non è sempre quello più carismatico, come nel caso di Dennis Nedry (tecnico/programmatore del parco). Analizzando da vicino questo personaggio – però – è impossibile non lasciarsi sfuggire un sorriso.

Sono numerosissimi infatti i riferimenti ai film Steven Spielberg; in gergo vengono chiamati “Easter-Egg” e non sono altro che citazioni inserite all’interno di un determinato contesto. Nello foto che segue potete vedere un fotogramma di “Jaws”.

Avete notato – in oltre – che il buon vecchio Dennis indossa gli stessi abiti dei protagonisti de: “I Goonies”? Esatto! Sono proprio quelli di Chunk, Mouth e Mikey!

Analfabetismo:

Quando Nedry irrompe nella camera degli embrioni per rubare le fiale contenenti i geni di dinosauro, due di esse vengono etichettate in modo errato: “Stegasaurus” dovrebbe essere Stegosaurus, mentre  “Tyranosaurus” dovrebbe essere Tyrannosaurus .

Gli sceneggiatori non sono neanche troppo bravi con la matematica, visto che il cryo-contenitore “Barbasol” utilizzato per rubare gli embrioni può contenere al massimo 10 fiale, mentre a Dennis venne ordinato di rubare tutte e 15 le specie di dinosauro.

Questione di CM:

Sto per svelarvi una brutta verità, ma i Velociraptor del film non sono propriamente accurati in termini di dimensioni (e resa visiva). Fu lo stesso regista a volerli più grossi rispetto ai fossili ritrovati fino a quel momento.

Possiamo definirla una sorta di “licenza poetica” e visto che stiamo parlando di Spielberg, direi che sia il caso di chiudere un occhio; i suoi Raptor infatti erano più simili ai Deinonychus.

Il caso volle che nel 1992, proprio durante la realizzazione della pellicola, un team di paleontologi scoprì un fossile di Utahraptor, una particolare specie di Velociraptor che aveva una taglia compatibile con quello voluto dal regista. Robert T. Bakker, paleontologo e consulente per il film, disse al collega responsabile dell’incredibile scoperta:

Hai appena trovato il Raptor inventato da Spielberg.

Il ruggito del T-Rex:

Per realizzare il ruggito del Tyrannosaurus-Rex vennero mixati insieme i versi di una tigre, di un alligatore e di un elefante; mentre per quelli del Dilophosauro quelli di una scimmia urlatrice, di un falco, di un richiamo del cigno e di un serpente a sonagli.

DNA! IL MATTONE DELLA VITA!

Mentre Alan Grant, la Dottoressa Sattler e i bambini si nascondono nelle prese d’aria del Centro visitatori, le lettere GATC possono essere viste riflesse sulla pelle di uno dei Velociraptor.

Queste lettere hanno a che fare con la struttura del DNA, un chiaro riferimento al lavoro svolto dai tecnici di laboratorio del Jurassic Park nel creare i “mattoni della vita”.

FINALE ALTERNATIVO:

Grazie al ritrovamento di alcune storyboard originali, abbiamo scoperto che era stato previsto un finale alternativo per il film. Personalmente lo trovo molto bello e mi sarebbe piaciuto vederlo inserito all’interno di qualche “contenuto speciale”.

In conclusione:

Da sempre, reputo Jurassic Park uno dei più film mai realizzati, specialmente dal punto di vista “tecnico”, considerando gli anni in cui venne prodotto.

I dinosauri e l’uomo, due specie separate da 65 milioni di anni di evoluzione, vengono a trovarsi gettati nella mischia insieme. Come potremo mai avere la benché minima idea di che cosa possiamo aspettarci?

Ci sono voluti 65 milioni di anni per convincere S. Spielberg a realizzare uno dei più grandi capolavori del cinema e – nonostante la sua età – possiamo affermare che Jurassic Park non è soltanto un bel film, a 25 anni dalla sua uscita è ancora attuale.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

CONTATTI:

Email: negroni.filippomaria@gmail.com
Cell: 3398123685

ULTIMI ARTICOLI:

Instagram