Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Talassofobia – la mia paura del mare aperto

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Sapevate che gli esseri umani nascono solamente con due paure innate? Quest’ultime sono: la paura di cadere (basofobia) e quella dei rumori forti (liguirofobia). Queste fobie hanno a che fare con il nostro istinto di sopravvivenza e sono impresse all’interno del nostro codice genetico. Tutte le altre paure vengono “assimilate” nel corso del tempo e si differenziano in base alla cultura del soggetto e all’interazione con l’ambiente circostante.

Talassofobia, le cause scatenanti:

Sarà sincero con voi, fino a pochi giorni fa non conoscevo il termine tecnico della mia fobia, ne tanto meno credevo che esistesse in maniera ufficiale all’interno dei volumi medico-scientifici. Pensavo ingenuamente di avere uno stupido problema che mai e poi mai avrebbe potuto condizionare in maniera importante l’intero corso della mia vita. D’altronde, se la paura avesse preso il sopravvento avrei semplicemente evitato di tuffarmi in acqua, salutando con il palmo della mano il resto dei miei amici oltre la boa.

IL FATTO CURIOSO della mia paura è che sembra scatenarsi in maniera incontrollabile solamente se mi ritrovo in mare aperto, o anche solo a qualche metro dalla riva, quando la superficie dell’acqua diventa di un sinistro colore bluastro e la compressione toracica inizia a farsi sentire. La presenza di pesci (anche di piccole dimensioni) o di alghe non aiuta di certo e credo che persino la temperatura dell’acqua giochi un ruolo importante durante i miei “timidi” approcci al mondo marino.

Un trauma irrisolto:

Dopo un’attenta auto-analisi sono giunto alla conclusione che la mia paura dell’acqua sia dovuta alla visione di un film in particolare, visto e rivisto in giovane età fino alla nausea poiché considerato un vero e proprio colossal del grande schermo. Sto parlando del film: Titanic (1997) con protagonisti Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. Ancora oggi non sono riuscito ad identificare con precisione l’esatto momento in cui la paura dell’acqua è entrata a far parte della mia vita ma non è difficile intuire che la scena dell’affondamento possa aver giocato un ruolo chiave durante la concretizzazione della mia fobia.

Al tempo ero soltanto un bambino di 6 anni e i miei genitori non avrebbero mai potuto immaginare che un film così bello avrebbe potuto traumatizzarmi in maniera così grande.

Avviso a mamma e papà: se state leggendo questo articolo sappiate che non porto rancore nei vostri confronti.

Paura di fidarsi:

Studiando a fondo il problema ho avuto modo di confrontarmi con diversi esperti del settore, i quali mi hanno confermato che la talassofobia colpisce spesso e volentieri persone con evidenti difficoltà nel riuscire a fidarsi (non solo delle persone ma anche dell’ambiente circostante). Per chi mi conosce sa bene che tendo ad essere “leggermente” catastrofico e che al primo cenno di raffreddore mi precipito a scrivere le mie ultime volontà. Credo che il termine che meglio possa definirmi sia: catastrofista (anche se preferisco attribuirmi il ruolo di “realista esperto”) e non ho mai fatto segreto delle mie difficoltà ad adattarmi a certe situazioni. Se volete vedermi soffrire provate a lasciarmi tutto solo in una spiaggia libera, attorniato da decine e decine di sconosciuti che non sono minimamente interessati a rispettare la distanza minima di sicurezza.

Talassofobia in piscina:

La mia fobia non sembra sortire alcun effetto quando mi immergo nelle acque cristalline di una piscina. Che ci crediate oppure no ho sempre praticato sport acquatici e tutt’oggi mi considero un buon notatore. Forse la presenza di un bordo di contenimento mi aiuta a identificare i limiti dello spazio circostante, o più probabilmente sono consapevole che l’unico inconveniente che potrebbe rappresentare un problema è la morte per annegamento. Ad ogni modo, nuotare (e immergermi) in piscina riesce persino a rilassarmi, contrariamente a quando mi trovo in mare aperto.

Esiste una cura?

Se state leggendo questo breve articolo forse anche voi soffrite di talassofobia. La buona notizia è che per superare la nostra paura esistono diversi metodi più o meno efficaci. Andare dallo psicologo servirà a ben poco in quanto questo tipo di fobia si può superare solamente acquisendo confidenza con l’ambiente acquatico, procedendo a piccoli passi con l’aiuto di una persona fidata che comprende e rispetta la tua – stupida – ma incontrollabile paura del mare.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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