Sono la mano che impugna la penna.

Stranger Things: benvenuti nel “Sottosopra”

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Sapevate che il titolo originale della serie sarebbe dovuto essere Montauk? Netflix però riuscì a convincere i fratelli Duffer a cambiare il titolo della serie dopo numerosi tentativi … ma partiamo con ordine.

Stranger Things è una serie televisiva americana, prodotta in esclusiva per Netflix.com, la piattaforma di streaming digitale per eccellenza (se non avete ancora letto l’articolo sulla sua nascita e sul declino di un altro colosso del videonoleggio, vi invito a farlo: Make it a Blockbuster Night).

Ambientata negli anni ’80 in una fittizia cittadina dell’Indiana, narra la storia di un gruppo di ragazzini Nerds (leggasi: sfigati/perdenti) alla ricerca del loro compagno Will Byers, scomparso – misteriosamente – senza lasciare traccia. Puntata dopo puntata, alle turbolenti indagini di Mike, Dustin e Lucas, si uniranno poi nuovi protagonisti, portando alla luce gli oscuri segreti che la tranquilla città di Hawkins è sempre riuscita a celare all’ombra delle sue rigogliose pinete.

STRANGER

Questa serie è stata fin da subito accolta positivamente dalla critica, non solo grazie all’accurata caratterizzazione dei personaggi principali e alla trama ricca di colpi di scena, ma anche per la sua capacità di saper rendere omaggio ai film di fantascienza dello stesso periodo storico; non mancano infatti numerosi riferimenti e “Easter Eggs” rigorosamente a tema Sci-Fi (E.T., Star Wars, Alien, Incontri ravvicinati del terzo tipo, etc).

Il progetto Montauk:

Il progetto Montauk è una leggenda metropolitana piuttosto diffusa negli Stati Uniti, che a sua volta prese ispirazione da un’altra urban-legend ben più datata ma altrettanto nota: l’esperimento Filadelfia.

Secondo le teorie dei complottisti, durante la seconda guerra mondiale il Governo americano avrebbe iniziato a condurre esperimenti sullo spazio-tempo, nella speranza di riuscire a rendere le proprie navi completamente invisibili (alla vista umana e ai radar nemici). Sfortunatamente, durante alcune esercitazioni praticate sulla USS Eldridge ormeggiata al cantiere navale di Filadelfia, cominciarono a verificarsi numerose anomalie: contatti con civiltà aliene, viaggi inter-dimensionali, teletrasporto, marinai impazziti o addirittura fusi assieme alla corazza in acciaio della nave.

Montauk MOSTRO

Il mito del progetto Montauk nacque nel 1988 col libro di Preston B. Nichols e Peter Moon: “The Montauk Project: Experiments in Time”. Secondo i sostenitori dell’esistenza del Montauk Project, i ricercatori sopravvissuti al “Philadelphia Experiment” si riunirono di nuovo tra il 1952 e il 1953, continuando gli esperimenti sulla manipolazione dello scudo elettromagnetico della USS Eldridge e le loro indagini top-secret.

Il così detto “Montauk Project” è apparso in molti show televisivi e pellicole hollywoodiane, eppure nonostante le numerose smentite (e testimonianze fittizie) che lo riguardano, queste leggende metropolitane riescono ad attirare ancora oggi l’attenzione di molti appassionati di pseudoscienze, complottisti e ufologi.

Il progetto MK-ULTRA:

Il progetto “MK-ULTRA” (citato esplicitamente anche in Stranger Things) è una delle tante realtà scomode riguardanti la sperimentazione umana. L’obiettivo del programma, approvato ufficialmente nel 1953, era quello di trasformare droghe, psichiatria e psicologia in vere e proprie armi al servizio delle spie (non a caso fu un progetto realizzato dalla CIA).

É possibile estrarre o cancellare informazioni da un individuo? Si può sintetizzare in laboratorio un siero della verità? Esistono sostanze in grado di far resistere un prigioniero alla tortura?

Queste erano le domande alle quali il progetto Mkultra cercò di trovare risposta. Niente a che vedere con le assurde teorie di test condotti su telepatia, telecinesi o altri cliché.

 

La sperimentazione umana:

A San Francisco la CIA utilizzò per anni prostitute e vagabondi come cavie da laboratorio, ricorrendo – in molti casi – alla sperimentazione di droghe e allucinogeni su persone completamente ignare. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, composti chimici, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche e sessuali su diversi campioni della popolazione. Isolamento, deprivazione sensoriale, stress e sostanze psico-attive divennero in poco tempo strumenti al servizio delle principali agenzie di intelligence.

L’esistenza di Mkultra divenne di dominio pubblico nel 1975 grazie al lavoro della Commissione Church del senato sulle operazioni illegali condotte da CiaNsa e Fbi negli Stati Uniti. Sul sito ufficiale della Cia è possibile trovare ancora oggi una nota in cui l’Agenzia ammette di aver distrutto nel lontano 1973 buona parte dei documenti relativi ai loro esperimenti (LINK).

Conclusioni & Download:

Netflix, è risaputo, non diffonde i dati di ascolto dei suoi show. Eppure non serve un genio del calcolo algebrico per comprendere il successo che questa serie televisiva è riuscita ad ottenere su scala globale (basti pensare che solo negli Stati Uniti le visualizzazioni del primo episodio della seconda stagione sono state più di 15 milioni!).

Una cosa è certa: Mike, Dustin, Lucas e Will ci accompagneranno ancora per molte puntate (almeno fino alla quarta stagione – confermato), storyline permettendo. Non ci resta che sperare che i “Duffer Brothers” possano continuare a “scavare” nella storia mai raccontata e – perché no – anche in qualche chiacchierata leggenda metropolitana.

Sognatori, complottisti, fanatici … possiamo chiamarli come più ci piace, ma ricordate sempre che:

 In fondo ad ogni storia, c’è sempre un briciolo di verità.

Cover Facebook:

Se anche voi – come me – siete fan accaniti della serie, ecco alcune immagini di copertina che potete usare liberamente su Facebook (raccomando l’upload tramite PC). Per scaricare, mettete “LIKE” alla pagina!

 

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore esordiente quando lo Jägermeister mi da una mano.

di Filippo Maria Negroni
Sono la mano che impugna la penna.

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore esordiente quando lo Jägermeister mi da una mano.

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