Sono la mano che impugna la penna.

Star Wars – Gli Ultimi Jedi: filosofia su pellicola.

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GLI-ULTIMI-JEDI

È la prima volta che recensisco un film a poche ore dalla proiezione in sala ma ho sentito il bisogno di scrivere qualche parola di conforto in difesa di una saga (nel caso specifico di EP. VIII – Gli Ultimi Jedi) che amo molto e che negli ultimi anni – specialmente a seguito dell’acquisizione di LucasArts da parte del colosso Walt Disney – è riuscita a riscuotere un enorme successo anche tra i “Nerd del Sabato sera”, gli stessi individui che fino a non molto tempo fa puntavano il dito contro noi cultori della pellicola su triacetato di cellulosa; sto parlando di Star Wars (per i sostenitori del doppiaggio IT del 1977: Guerre Stellari).

Star Wars, odio et amo.

Scrivo queste poche righe di testo mentre sono alle prese con computer (sì … mi guadagno da vivere aggiustando PC, d’altronde sono un Nerd, cosa vi aspettavate?) ancora eccitato dalle vicende di Episodio Otto. Non è mia intenzione analizzare con occhio critico il lato “tecnico” del film (sceneggiatura, CGI, doppiaggio, Liela in versione “Superman” che fluttua nello spazio profondo, etc.) in quanto – come tutti gli altri episodi della saga – non è privo di difetti. Ma allora per quale assurdo motivo mi è piaciuto così tanto? Che sia tutta colpa del latte di BanthaScopriamolo insieme (attenzione: pericolo SPOILER!).

La filosofia incompresa di EP- VII:

A mio avviso, coloro che criticano EP. VIII – Gli Ultimi Jedi basandosi unicamente sul lato “tecnico” della pellicola, probabilmente non hanno colto la filosofia (stupenda!) alla base di tutto il film.

1) EP VIII è la storia di un vecchio maestro (Luke Skywalker) deluso da tutto ciò in cui credeva, spaventato dal peso delle proprie responsabilità (d’altronde essere una leggenda ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, perdonate la citazione assolutamente off-topic che sto per riportare ma: da un grande potere derivano grandi responsabilità – zio Ben), disposto a trascorrere gli ultimi anni della propria vita fuggendo da tutto ciò che amava: la ribellione, sua sorella e i suoi amici. Se tutto ciò vi sembra familiare, ricordate bene. Maestro Yoda fece la stessa identica cosa sul pianeta paludoso di Dagobah.

2) Parla di un ragazzo (Ben/Kylo) schiacciato dalla notorietà dei propri genitori (eroi di guerra pluridecorati: il contrabbandiere Han Solo e la bellissima principessa Leila) che cerca di liberarsi della pesante eredità lasciatagli dalla propria famiglia. Avete presente la maschera distrutta di Lord Fener conservata come un prezioso cimelio? Kylo è potente ma è vittima di sé stesso e delle proprie “pulsioni”, abbagliato dai falsi ideali del Lato Oscuro.

3) La determinazione di una ragazza (Rey) figlia di “nessuno”, orfana e abbandonata al suo destino sul pianeta dimenticato di Jakku, che lotta con tutte le sue forze per scoprire qualcosa di più sulle proprie origini, sedotta anche lei – per un istante – dal Lato Oscuro (come lo stesso Luke Skywalker in EP. VI) e dalle promesse di Kylo, figlio di celebrità … eppure così lontano dal calore della sua famiglia, proprio come Rey.

Ma stai attento: collera, paura, aggressività. Il Lato Oscuro esse sono – Yoda

4) Infine, Poe Dameron: pilota di caccia e guerriero poco incline ad eseguire gli ordini, un soldato sempre vigile dalla morale d’acciaio, disposto ad ammutinarsi e farsi degradare per salvare tutto ciò in cui ha sempre creduto: la Ribellione. E Finn (FN-2187), traditore e codardo pronto a sacrificare se stesso in nome di un ideale, perché tutte le rivoluzioni si basano sulla speranza (questa volta la citazione è coerente) e il sacrificio è quasi sempre parte integrante del cambiamento.

Conclusioni personali:

Ritengo che vivere di ricordi sia sempre controproducente. Non bisogna mai restare ancorati al passato (lo stesso Yoda ha dato fuoco all’albero della Forza sull’isola di Ahch-To) ma fare tesoro del proprio sapere e andare avanti con la mente libera da ingiustificati fanatismi.

Lascia morire il passato. Uccidilo, se necessario. È il solo modo per diventare ciò che devi – Kylo Ren

I tempi sono cambiati, è tempo di innovare. Bisogna cambiare tutto, per non cambiare niente.

EP. VII – Il Risveglio della Forza è stato ampiamente criticato proprio a causa delle fortissime analogie con EP. IV, eppure se non ci si sofferma alle prime apparenze ma si analizza con cognizione di causa i messaggi (nemmeno troppo nascosti) dell’intera pellicola cinematografica, capirete che si tratta di un nuovo importante capitolo nella storia di quella “galassia lontana, lontana” che abbiamo imparato ad amare fin da quando eravamo bambini e molto, molto di più, ora che siamo diventati adulti.

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore esordiente quando lo Jägermeister mi da una mano.

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