Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Notte Rosa: perché piace tanto?

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Ricordo ancora la prima volta in cui partecipai (di mia spontanea volontà) alla Notte Rosa di Riccione. Era il lontano 2006 e agli occhi di un ragazzino di appena 15 anni tutto sembrava fantastico. Striscioni colorati, luminarie a tema, gadget e cappellini, eventi … in una realtà dove il massimo a cui si poteva aspirare era la salagiochi in viale Ceccarini o una costosissima Crepes alla Nutella da Adler, quella prima edizione della Notte Rosa sancì l’inizio di una lunga – e proficua – tradizione. D’altronde avevo solo 15 anni e un Q.I. pari a quello di una medusa spiaggiata, che cosa avrei dovuto fare?

Notte Rosa: innovazione o copia/incolla?

L’obiettivo ufficiale dell’evento è rendere omaggio alla figura della donna e alla sua femminilità. Seguendo la falsa riga delle “Notti Bianche”, questa tipologia di evento si contraddistingue proprio per merito del colore rosa, spalmato in maniera eccessiva (quasi pacchiana) praticamente ovunque. Palazzi, negozi, farmacie, luoghi pubblici, ogni cosa veste e respira polvere di pastello, che vi piaccia oppure no.

Se amate il tutto ciò che è trash, non potete mancare.

A condire il tutto non mancano le “simpatiche” e “innovative” proposte culinarie di piccoli Bar, ristoranti e locali, rigorosamente a tema pink-night. Se vi state chiedendo che cosa contraddistingui un normale aperitivo da un aperitivo “notte rosa” è semplicemente una questione di portafoglio. Quello rosa costa sempre di più, e indovinate per quale motivo? Perché è rosa.  Eppure, un po’ per motivi legati alla tradizione, un po’ in ottica di risparmio (perché si sa: l’italiano medio è molto attento a certe cose), la vincitrice indiscussa resta sempre lei: la piadina romagnola … in accoppiata perfetta con un bel calice di rosé.

NB: Se pensavate che una notte sola non fosse abbastanza, sappiate che a partire dal 2010 le serate a tema pink-addiction sono diventate due. Quest’anno scopro che sono addirittura tre, rispettivamente il 6, 7 e 8 Luglio.

Notte Rosa: i problemi

Prima di cominciare ad elencare i numerosi motivi per i quali vieterò ai miei figli di frequentare certi ambienti, voglio avere la possibilità di spiegarmi. Ho passato a Riccione tutta la mia infanzia e parte della mia adolescenza, e sono consapevole della sottile linea di demarcazione che separa gli ambienti per famiglie dai locali notturni per single e furbetti. Fino a quando i due pianeti opposti non entrano in collisione, la Romagna può farti letteralmente perdere la testa. Ma quando interviene un fattore esterno e il delicato equilibrio va a pu***ne? In questo caso la situazione si complica e il caos regna sovrano.

Sono quasi 2.000.000 i turisti europei che ogni anno decidono di partecipare alla “Pink Night”.

I primi “carri bestiame” (così mi piace chiamarli) sopraggiungono alla piccola stazione ferroviaria già dalle prime ore del mattino, orario di punta: 10/10.30 AM. Al loro interno decine di ragazzini under 16 con in mano le prime lattine di birra calda e di vodka al melone. Stiamo parlando di teenager con non più di 50 € nel portafoglio che gli devono bastare per due giorni, in una città dove il costo medio della vita è notoriamente alto. È logico pensare che questi compagni di ventura preferiranno “accamparsi” in spiaggia libera oppure per strada, piuttosto che pagare 10€ per un lettino in riva al mare. Molti di loro trascorreranno la notte in spiaggia, cercando di smaltire la sbronza con due dita in gola. Provate ad indovinare? Dormiranno proprio su quegli stessi lettini dove l’indomani dovrai sdraiarti tu. Bottiglie di vetro, mozziconi di sigarette, preservativi usati, etc. non potete immaginare la quantità di spazzatura che questi giovani teppisti abbandoneranno ai margini delle strade, nella sabbia o nelle poche zone verdi disponibili.

A.A.A. cercasi: operatori ecologici.

Si perché ogni anno i danni provocati da queste legioni di sfollati sono incalcolabili. Panchine sfasciate, bici rubate e poi abbandonate, cartacce, bicchieri e chi più ne ha, più ne metta. I netturbini cominciano a pulire le strade già verso le prime luci dell’alba, a volte anche un po’ prima. La città dovrà essere pronta ad accogliere l’altra categoria di turisti, quelli con famiglie al seguito, gli unici che con i loro soldi riempiranno le casse del comune. Se si potesse riciclare tutto il vetro raccolto in quelle notti di delirio, potremmo costruire una piramide ogni due giorni!

… E la sicurezza?

A Riccione non esiste la polizia e i bagnini si fanno giustizia da soli. Provate ad immaginare un vecchio film Western e di ambientarlo ai giorni d’oggi. Il risultato sarebbe abbastanza realistico. Da qualche anno a questa parte, a seguito di numerose effrazioni e “incidenti” avvenuti in spiaggia (mi sto riferendo a: stupri, violenze, rapine, spaccio di droga, danneggiamento delle aree comuni, etc.) i bagnini hanno deciso di mettere in sicurezza le loro proprietà, assoldando body-guard e guardiani a difesa dei confini. Non essendo un vero e proprio corpo di polizia, l’unica cosa che possono fare è accecarti con la torcia e mandarti via … in alcuni casi possono anche romperti qualche osso e lasciarti agonizzante in riva al mare, aspettando che l’alta marea faccia il suo sporco lavoro. Qualche anno fa ci fu persino un accoltellamento, sfortunatamente il ragazzino non riuscì a sopravvivere.

Fa davvero così schifo?

Si. Personalmente non ci vedo nulla di divertente. Eppure sui social network, in TV, sui principali siti internet, etc. si parla della Notte Rosa come di un evento irrinunciabile, curato nei minimi dettagli, ma soprattutto adatto a tutti. Non serve un genio della finanza per capire che gli svantaggi superino di gran lunga i vantaggi … ma infondo è giusto così. Al mondo esistono persone a cui piace immergersi nella mischia e vivere il brivido della “rissa da bar” ogni 5 minuti, se no tutto questo successo non si spiegherebbe!

Conclusioni:

Se non ti piace come evento, puoi sempre startene a casa. È inutile che ti ostini a rompere i coglio**. La cosa bella è che questo consiglio è valido un po’ per tutti e si può mettere in pratica per qualunque occasione. Forse superati i 25 anni si diventa meno “accondiscendenti” nei confronti del mondo e si inizia a pretendere un po’ di più, o forse sto semplicemente invecchiando prematuramente. Eppure, anch’io come tanti altri, a partire dal 2008 ho smesso di andare a Riccione nelle prime settimane di Luglio, mantenendo una notevole distanza di sicurezza da tutto quel “carnaio”.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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