Sono la mano che impugna la penna.

Intervista “Nero su Bianco”: @Michael Cerimonia

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Michael Cerimonia - Intervista

Quest’oggi ho l’onore di intervistare Michael Cerimonia, artista 2.0 made in Bologna che da diversi anni a questa parte sta facendo molto parlare di se sui social. Probabilmente molti di voi avranno già visto (e acquistato) alcune delle sue opere in bianco e nero, ora però è il momento di conoscerlo meglio! Ti senti pronto, Michael? Iniziamo!

Conosciamoci meglio, hai tre righe a disposizione per dirci tutto quello che vuoi, senza censure.

Io sono Michael, ho 20 anni e sono nato e cresciuto a Bologna. Da tutta la vita cerco di spaziare un po’ in tutti i campi artistici, dal disegno alla musica, dalla scultura ai tatuaggi. In questi ultimi anni però ho affinato la mia passione per i ritratti, specialmente in bianco e nero.

Che soggetti prediligi ritrarre? E perché? Ti capitano mai lavori che preferiresti evitare?

Questa domanda è molto interessante, personalmente prediligo i volti (e semi busti, in fogli più grandi del normale) femminili. Amo realizzare capelli lunghi che si muovono nell’aria, lo sguardo di un’attrice o di una cantante. In un certo senso cerco di “far parlare il foglio”, esaltando la personalità e le caratteristiche che contraddistinguono il soggetto.

Per rispondere alla tua domanda, diciamo che i lavori che stimolano meno la mia fantasia sono quelli che mi vengono commissionati, ovvero le foto personali dei clienti. Mi piace realizzarli ovviamente, però li vivo e li sento meno di un lavoro che potrei fare per ispirazione o di un’immagine che scelgo perché mi piace.

Quanto tempo impieghi mediamente a realizzare un ritratto di grandi dimensioni?

I ritratti grandi (di solito 70 x 100) variano molto in fatto di tempo. Alcuni mi hanno preso due o tre settimane, anche un mese. Altri meno di una settimana. Dipende sempre da quanto mi sento ispirato dall’immagine che sto realizzando, di conseguenza variano le ore giornaliere che dedico al lavoro.

Svelaci un segreto che non hai mai detto a nessuno relativo alla tua espressione artistica.

Sarò sincero: il mio unico segreto è la musica. Non riuscirei mai a lavorare senza sentire la musica che amo. Il ritmo alimenta la mia arte, la mia arte alimenta la mia musica. Sì, suono e scrivo canzoni nei momenti liberi!

Michael Cerimonia

Anche il mondo dell’Arte è pieno di pregiudizi? Il tuo orientamento sessuale è mai stato un problema?

Non li chiamerei veri e propri pregiudizi, lo definirei più che altro “snobbismo”. Nulla di nuovo, noi artisti ci ”snobbiamo” sempre tra di noi. Cerchiamo di mantenere i nostri segreti al sicuro (specialmente riguardo ai materiali utilizzati, alle tecniche con cui cerchiamo di rendere un effetto, etc.), così facendo però rimaniamo sempre molto chiusi in noi stessi. Un vero artista, a mio parere, ha bisogno di osservare i lavori altrui, proprio perché più lavori guarda, più spunti e trucchetti può ”rubare”, per poi racchiuderli in un unico stile, il proprio.

Se però parliamo di spettatori, beh, allora sì. I pregiudizi ci sono e ci saranno sempre. La gente, ancora oggi, non ha capito il vero senso dell’arte. Osservare. Stare zitti ed osservare, pensare ed osservare, viaggiare interiormente. Se un disegno o un dipinto ti fa viaggiare, allora non hai bisogno di scoprire altro sull’opera … o sull’artista.

E sui social? Come affronti le critiche omofobe?

Beh, come ho già detto le critiche omofobe ci sono sempre state, che riguardino i miei lavori o meno. Devo dire però che da quando ho iniziato a condividere la mia arte, molte persone (anche persone che prima ritenevo omofobe) hanno iniziato a complimentarsi ed interessarsi a me. Cosa che, se me l’aveste detta 6/7 anni fa, non avrei mai creduto.

E’ difficile crescere in una società come questa, dove tutti devono fare qualcosa, avere un posto nel mondo, rientrare in determinate etichette. Ancora di più per un bambino che a dodici anni è già a conoscenza del suo orientamento sessuale e fortemente insicuro di sè. Quando poi perdi gli amici e ti ritrovi da solo, non puoi far altro che abbracciare l’arte, perché ti rendi conto che lei non ti volterà mai le spalle. Ci saranno sempre un foglio ed una matita pronti ad ascoltarti e a rendere realtà ciò che ti piace, a rendere realtà i tuoi sogni, ciò che vuoi realizzare.

E se devo essere sincero, le critiche omofobe non mi hanno mai toccato più di tanto. Nella mia vita ho sofferto per molte cose, credetemi, ma mai per un’offesa del genere.

Quanto è difficile per un Artista affermarsi nel Web 2.0? Qualche consiglio a riguardo?

Molto, molto difficile! C’è molta concorrenza su YouTube, su Instagram, su Facebook. Luoghi super popolati ma altrettanto difficili da utilizzare. Io ho puntato molto sulle condivisioni, sia su Facebook che su Instagram. Ho pubblicato disegni quasi ogni giorno, coinvolgendo i miei amici che a loro volta taggavano loro amici perché interessati ad un determinato soggetto. Ho sponsorizzato pagando i social network, in modo che la mia arte raggiungesse molte più persone a livello globale.

L’unico modo per farsi conoscere dal pubblico è dare loro ciò che vogliono e una volta ottenuta la loro attenzione, abbiamo tempo ed occasioni per proporre le nostre idee.

Come ti vedi tra 5 anni? Ritieni che il tuo settore possa superare a testa alta la “crisi” economica (ma soprattutto dei valori) italiana?

Onestamente non so come o dove sarò tra 5 anni, so solo che mentre condivido i miei lavori con tutti voi sto anche imparando a tatuare e sarebbe un sogno poter aprire un mio studio.

Per ora sono super soddisfatto di come si sta ingrandendo la cerchia di persone che mi seguono e non potrei mai essere abbastanza grato di tutto il supporto che mi danno. Non so se continuare a vendere disegni riuscirà a farmi comprare una casa o accendere un mutuo, però da due anni mi mantengo grazie ai miei lavori e direi che è già un qualcosa.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere, lasciaci i tuoi contatti affinché anche altre persone possano cominciare a seguirti e supportarti.

Se volete essere sempre aggiornati accertatevi di seguirmi su Instagram e su Facebook, cercando il nome ”thatbadmicha”. Se vi facesse piacere vedere i miei video invece, cercatemi anche su YouTube con lo stesso nome.

Vi consiglio sentitamente di seguirmi anche su YouTube perché realizzo i miei video con la stessa cura con cui realizzo i miei lavori, ed ogni video lo considero un mini-film fine a sè stesso, aggiungendo scene di film, musica e tanto altro.

Salutaci con la tua citazione preferita e indicaci il cocktail migliore a cui associarla.

If you don’t have any shadows, you’re not standing in the light.

Grazie mille per l’attenzione dedicatami, come cocktail direi un bel Bloody Mary!

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Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore esordiente quando lo Jägermeister mi da una mano.

di Filippo Maria Negroni
Sono la mano che impugna la penna.

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore esordiente quando lo Jägermeister mi da una mano.

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