Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Determinazione: l’importanza di provarci

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Lo so, lo so. È da un po’ di tempo che non scrivo articoli sul Blog ma ci sono sempre così tante cose da fare: lavoro, impegni, relax a bordo piscina … non mi stancherò mai di ripeterlo, 24 ore in una giornata sono sempre troppo poche. Ad essere sincero nelle ultime settimane ci sono stati importanti sviluppi per ciò che riguarda il mio “piccolo – frenetico – mondo“. Sono stato ospite da Ciao Radio, ho ricevuto moltissimi complimenti da persone che fino a ieri non mi rivolgevano nemmeno la parola e sono riuscito persino a fare ordine sulla mia scrivania. Diciamo che la gente ha iniziato ad accorgersi di me, il che è un gran passo avanti per un Signor Nessuno.

Ben lontano dal potermi definire una STAR (e di grazia non è certo questo il mio obiettivo nella vita) ora che ho guadagnato il mio primo milione di euro, vendendo oltre 500.000 copie del mio romanzo erotico, penso sia giunto il momento di raccontarvi il mio piccolo segreto. Ok, forse ho “leggermente” esagerato … però su una cosa voglio essere sincero, mi piacerebbe molto riuscire a trasmettervi un’importante lezione di vita. Non perché io sia chissà chi, ma poiché troppo spesso mi capita di assistere alla “nascita e al tramonto” di belle idee lasciate nel cassetto, poiché ritenute troppo al di sopra delle proprie potenzialità. Il mantra del giorno è: determinazione – l’importanza di provarci, senza arrendersi mai. 

La determinazione di Tom Hanks:

Leggendo casualmente alcuni post su Facebook, mi sono imbattuto in un articolo di CineFacts, il quale parlava della prima “candidatura” di un certo Tom Hanks, un autorucolo da quattro soldi che di rado viene visto sul grande schermo (ma sapete com’è, anche Hollywood è in crisi e T. Hanks costa poco – ovviamente sto scherzando!). Correva l’anno 1974 e come tutti gli aspiranti attori del periodo la sua carriera era ancora agli esordi. Eppure, nonostante l’elevatissima percentuale di fallimento, Tom decise comunque di scrivere una lettera di presentazione e di inviarla a George Roy Hill, regista di “Butch Cassidy & Sundance Kid” (vincitore dell’Oscar alla miglior regia per “La stangata”). Inutile dirvi che Hill rimase particolarmente colpito dall’audacia delle sue parole e conservò il manoscritto per parecchio tempo, prima di donarlo al Margaret Herrick Library of the Motion Picture Academy a Beverly Hills, un museo che raccoglie ogni tipo di memorabilia legata al mondo di Hollywood.

Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara – Dalai Lama

Il giovanissimo Tom iniziò la sua carriera solamente 6 anni dopo e oggi, beh, chi non ha mai visto uno dei suoi film? Ma cosa disse di così audace da meritarsi un posticino tutto suo nel primo cassetto della scrivania di George? Scopriamolo insieme.

La Lettera di Tom:

Caro signor Hill, Visto che … ho visto il suo incredibilmente divertente “La stangata”, vincitore di premi con protagonisti Paul Newman e Robert Redford, e dal momento che mi è piaciuto molto, mi pare che sia giusto ed appropriato che lei debba ‘’scoprirmi”. Ora, so cosa sta pensando in questo momento: “Chi è questo ragazzino?” e posso capire i suoi timori: Non sono nessuno.

Nessuno al di fuori della Skyline High School ha sentito il mio nome …

Non sono affascinante. Non sono fatto come un dio greco e non riesco nemmeno a farmi crescere i baffi, ma credo che se la gente paga per vedere alcuni film … pagherebbero per vedere me. Lavoriamo sui dettagli della mia scoperta: possiamo fare come è stato per Lana Tumer, con me seduto allo sgabello di un chiosco, lei che entra, mi nota e — BANG! — sono una star.

0 forse possiamo fare in questo modo: capito nel suo ufficio pregandola per un lavoro, per sbarazzarsi di me mi dà una parte come sostituto nel suo prossimo film. Mentre sta girando, la star si rompe una gamba nel camerino, e siccome è già in ritardo con la tabella di marcia, mi mette arbitrariamente al suo posto e — BANG! — sono una star. Tutti questi piani vanno bene per me, o potremmo fare in qualsiasi modo a lei piaccia, per me non fa differenza!

Ma chiariamo una cosa. Signor Hill, io non voglio diventare una clamorosa superstar di Hollywood con le ragazze che mi ronzano attorno, ma solo un ragazzo americano di provincia che ha fatto centro, possiede una Porsche e chiama Robert Redford “Bob”.

Rispettosamente suo, suo amico per sempre, Thomas J. Hanks.

Non è una Porsche ma è comunque un passo avanti

Determinazione o faccia di bronzo?

Personalmente ritengo che essere umili sia una bellissima qualità. In questo specifico caso il nostro amichevole Tom Hanks è riuscito a “raccontarsi” con determinazione, ingenuità ed un pizzico di savoire-faire ma senza apparire sfacciato o presuntuoso. Semplicemente ha creduto nelle sue potenzialità sfidando l’impossibile, riuscendo dove altri prima di lui avevano fallito. Con questo non voglio dire che il giovane Tom sia diventato quel “Tom” solo grazie ad una lettera di presentazione, il passo non deve mai essere più lungo della gamba, ma di sicuro ha contribuito a farlo emergere dal mucchio.

Ebbene, la domanda che dovremmo sempre porci quando dubitiamo di noi stessi è una sola: se per primi non crediamo nelle nostre potenzialità, perché mai dovrebbero farlo gli altri? 

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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