Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Amore ai tempi del Paleolitico

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Tesoro! I bambini hanno di nuovo disegnato sui muri della caverna! Prendi la clava!

Dildo-Evoluzione
Illustrazione di: Tara Jacoby.

Ebbene sì, nel Paleolitico la vita non era troppo diversa rispetto a quella dei giorni nostri … seppur con qualche piccola differenza. Certo, non avevano ancora inventato gli smartphone né tanto meno i computer, l’aspettativa media di vita non superava i 25 anni e non esistevano nemmeno le fashion-blogger  (brutta storia per Chiara Ferragni). È anche vero – però – che ogni tribù godeva di indiscussi privilegi: il sushi era alla portata di tutti e costava si e no un paio di conchiglie intarsiate, se qualcuno ti stava sul ca**o potevi tranquillamente abbandonarlo in mezzo al bosco o prenderlo a colpi di ossidiana sui denti e il sesso (vecchia scuola) era privo di inutili moralismi, corruzioni o cliché.

Il Paleolitico, un po’ di storia:

Il Paleolitico (dal greco: Palaios = antico e Lìthos = Pietra) viene definito dagli storici come il periodo della “pietra antica” dato che in questo arco di tempo (2.000.000 di anni fà, con la comparsa del primo Homo Habilis) l’uomo imparò ad usare la pietra per fabbricare i primi rudimentali strumenti, con la complicità di un cervello sempre più sviluppato e del pollice opponibile (quello che Megan Fox non ha mai avuto).

Partendo dall’H. H. fino ad arrivare all’Homo Sapiens Sapiens, all’abilità manuale necessaria per la realizzazione di utensili, armi e rifugi sicuri, accompagnò di pari passo l’esigenza di produrre oggetti anche per la cura del proprio corpo. Niente a che vedere con rasoi da barba primitivi o pettini in selce, che ci crediate o no una delle esigenze più impellenti consisteva nella stimolazione del proprio sesso per aumentare il piacere fisico, permettendo così alle coraggiose cavernicole di raggiungere il tanto sofferto orgasmo. 

Non siamo poi così diversi, non trovate?

Il primo Dildo della storia:

Sfortunatamente, dobbiamo aspettare fino al “Paleolitico Superiore” (35.000 anni fa) per poter assistere alla nascita del primo Dildo della storia. Questi “manganelli” preistorici venivano infatti realizzati – pardon – “scolpiti” con diversi materiali (gesso bianco, pietra, ossa di animali, etc.) e possedevano molteplici usi: da un lato servivano per aiutare la donna a sopperire alle evidenti mancanze dei propri partner di ritorno dall’abituale battuta di caccia, dall’altro (visto le generose dimensioni) potevano essere utilizzati anche come armi a all’occorrenza martelli.

È facile comprendere come già in quei tempi la sfera sessuale giocasse un ruolo importante nella costruzione delle dinamiche interne della società, seppure non assolutistico (i loro sex-toy venivano utilizzati – anche – per altri scopi).

Fallo di pietra risalente al Paleolitico (29.000 a.C.) scoperto nelle grotte di Hohle Fels, Germania.
Fallo scolpito in gesso risalente al periodo storico del Neolitico.

La Venere di Willendorf:

Scavate a fondo nella vostra memoria e sicuramente vi ricorderete di lei, la famosissima Venere di Willendorf, la cui immagine viene quasi sempre riportata in tutti i libri di testo a carattere storico/artistico.

Venere di Willendorf

Un pezzo di roccia calcarea di appena 11 cm, lavorato con grande maestria e dipinta con ocra rossa, raffigurante una donna nuda con seno, ventre e lato B formato: KING SIZE. Il colore, le sue rotondità e la vulva decisamente pronunciata sono un chiaro riferimento (e tributo) alla femminilità, prosperità e passione.

Quasi sicuramente la sua funzione fu puramente a scopo rituale e non – come potremmo erroneamente credere – sessuale o erotico (faccio fatica anch’io ad immaginare un mondo senza pornografia). Un tributo di 25.000 anni fa rivolto alla figura sacra della donna e alla sua capacità di generare nuova vita attraverso l’accoppiamento.

In conclusione:

Siamo stati scimmie, poi eretti; siamo stati cacciatori, poi raccoglitori; e nonostante i pericoli di un mondo così primitivo e selvaggio, trovavamo comunque il tempo procurarci piacere fisico, utilizzando l’ingegno e la creatività per ricavare da un pezzo di pietra qualcosa di unico, traendo ispirazione dal miracolo dell’evoluzione naturale.

Possibile che ominidi vissuti migliaia e migliaia di anni fa avessero una concezione talmente profonda del trittico: sessovita, morte tale da riuscire ad insegnarci ancora qualcosa dopo tutto questo tempo? A conti fatti, sembra proprio così.

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

Sangue Blu Filippo Maria Negroni

Sull’autore:

Filippo Maria Negroni

Laureato in Scienze della Comunicazione (BO), tecnico informatico a tempo pieno, graphic designer all'occorrenza e scrittore quando lo Jägermeister mi da una mano.

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